Sezione 2: Kakusei ~ Risveglio ~
1. Jibun no Ibasho wa Bando ni~ Il mio Posto è la Band ~
La prima volta che ebbi qualcosa a che fare con una band fu verso la fine dei miei 17 anni.
Ciononostante, molti dei miei amici facevano parte di una band e sapevano che suonavo la batteria, quindi mi chiedevano spesso “Non vuoi venire a farci da appoggio?”. Comunque, ho sempre rifiutato.
Erano tutti a un livello più basso del mio, quindi non volevo suonare per loro. Quello era il vero motivo. A causa di questo, pensavo che le band fossero stupide.
Comunque, ci furono anche degli amici a cui dissi “D’accordo” e, senza escluderli, cominciai a suonare per loro.
Quando andavo alle prove, essi erano però tanto incapaci quanto pensavo che sarebbero stati.
“Cos’è questo?”
Fino ad allora, mi ero esibito su un palco solo come membro di un’orchestra. Ma c’era una grande differenza di tecnica tra un’orchestra e una band.
“E’ giusto suonare in questo modo?”
Andavo a suonare con questi pensieri. Quello era il periodo del “boom delle band” ed eventi con partecipazione di band amatoriali si verificavano spesso.
Il pubblico di questi eventi era dell’ordine delle centinaia. In confronto al pubblico delle orchestre, che era composto da più di mille persone, era minuscolo. Io, anche se era la prima volta che mi esibivo dal vivo, non ero per niente nervoso.
Comunque, l’eccitazione del pubblico a questi lives era completamente diversa.
Semplicemente per il fatto che stavamo sul palco c’erano grida di gioia. Gli occhi di tutti quelli che ci guardavano sfavillavano in anticipo.
L’esibizione comincia. La folla si eccita e si precipita verso il palco. C’è anche gente che sale sul palco. L’eccitazione e il potere provenienti dai sedili avanzano anche sul palco.
Voce, chitarra, basso e batteria. Solo queste 4 persone, senza perdere energia, devono spingere indietro la folla con il potere della musica. Se questa viene respinta indietro, avanzerà di nuovo. Ci sono un potere e una potente collisione come questa e un’enorme oscillazione della folla, che prosegue sul palco.
“Straordinario! Cos’è questo! Che tipo di band, composta solo da quattro persone, può far sentire la gente in questo modo?”
Le esibizioni sono davvero terribili. Non sono affatto di alto livello. Quindi, nonostante questo, perché la folla è così eccitata?
Ero sopraffatto. Questa cosa chiamata band era davvero bella.
Era totalmente differente dalla musica classica ed era un mondo completamente nuovo.
Durante le esibizioni, cominciai a cercare.
Qual’era il potere? Perché mi sentivo tutto eccitato?
Cominciai a intravedere la risposta.
Le orchestre nelle quali avevo suonato fino ad allora avevano molte persone che suonavano lo stesso strumento. C’era il primo violino, il secondo violino… E c’erano volte in cui non suonavano la stessa parte insieme. Al numero di persone che servivano per suonare una parte aggiungevano altre persone e c’erano un sacco di volte in cui non potevi suonare perché la tua parte non serviva.
Comunque, una band non era in quel modo. Ci sono solo 4 persone. Inoltre tutti gli strumenti sono diversi. Se una persona suona male, è finita. Non puoi fare errori.
Questo significa: in una band, ogni persona ha una pesante responsabilità. Questa responsabilità è divisa equamente tra ogni membro del gruppo.
Se ci pensavo e investigavo su questa cosa, ero felice.
Se non l’avessi fatto, non avrei suonato. Se non l’avessi fatto, avrei smesso.
Sin da quando ero piccolo, cercavo un posto cui poter appartenere. Non volevo che questo posto fosse la copia di quello di qualcun altro.
In questo gruppo chiamato band per la prima volta trovai la risposta.
2. Genkai o Shitta Baiku Jikou~ Un Incidente di Moto che mi mostrò i miei Limiti ~
Mio padre era una persona volubile. La prima volta che mi insegnò a guidare fu quando avevo 12 anni. Non c’era il cambio automatico, ma quello manuale. Diceva che non sarebbe stato giusto se non sapevo come guidare, così mi insegnava stando seduto al posto del passeggero.
La prima volta che guidai una moto, avevo già acquisito tutte le nozioni necessarie, e sapevo dov’erano il pedale della frizione e l’acceleratore, quindi ero capace di guidare. All’inizio andavo molto piano. Penso che avessi 17 anni.
La moto che imparai a guidare era una Yamaha RZ250. Benchè fosse una 250, era una grande moto e reggeva il confronto con la 400. Dato che c’erano 2 pistoni, aveva una grande accelerazione. Era davvero veloce. Se avessi dovuto imparare con un'altra moto, non penso che mi sarebbe piaciuto così tanto.
La strada che percorrevo era davvero pericolosa. Penso che sia davvero strano che non sia mai morto. Andando a 70-80 Km/H mentre stava passando un’auto di fronte a me sulla sinistra, tutt’a un tratto mi impigliai in una curva inaspettata tra il palo telefonico e l’auto.
Comunque, raramente ho avuto incidenti..
Poi un giorno smisi di andare in moto.
Quel giorno, poiché aveva piovuto il giorno prima, c’era un sacco di sabbia sulla strada. Ad ogni modo, stavo guidando pericolosamente come al solito, e in un angolo particolarmente difficile, le ruote improvvisamente slittarono. La mia moto ed io stavamo per scivolare.
C’era il freno sul lato destro. Vedevo un muro solido di fronte a me. Mentre il muro si avvicinava, me ne stavo rendendo conto.
Sto per morire!
In un istante, lasciai andare la moto, che continuò ad andare dritta contro il muro. Le ruote si intrappolarono nel canale di scolo di fronte al muro, e la moto volò per aria e cominciò a tornare indietro verso di me. Potevo vederla arrivare sulla mia testa. Subito dopo, la moto si schiantò al suolo, seriamente danneggiata. Non rimase nulla del telaio o di qualsiasi altra cosa.
Il mio braccio destro era ferito. L’asfalto l’aveva davvero lacerato, e pensavo di tagliarlo via con un coltello, ho ancora le cicatrici.
Smisi di guidare le moto perché riconobbi i miei limiti.
Dopo ciò, volsi la mia attenzione verso le auto. Ho avuto 10 auto.
La mia prima auto fu una Toyota Toreno. Chiamata "86," era un’auto famosa nei club. Era la macchina del tipo del manga “Initial D”.
Sebbene guidassi un auto allora, i miei modi di guidare non erano cambiati. Spesso mi chiamavano l’ambulanza. Una volta dovettero chiamare persino i pompieri perché la mia auto era in fiamme.
La fine delle mie abitudini spericolate con l’auto fu segnata da un’esperienza simile a quella della moto. Mi schiantai contro qualcosa, e la mia macchina giro in cerchio per più volte. Si capovolse e si schiantò sulla superficie della strada, roteando ancora ed era mezza distrutta. Spesso mi chiedo come abbia fatto a sopravvivere.
Strisciai fuori dall’auto, assicurandomi prima di tutto di essere ancora tutto intero. Poi, vedendo la mia macchina mezza distrutta, cominciai distrattamente a fumare.
Poi chiamai la mia ex. Poiché amavo davvero questa ragazza, cominciai a guidare con più prudenza. Benché provassimo ancora qualcosa l’uno per l’altra, dovemmo lasciarci.
Cominciò a piangere ed urlare per telefono.
"COSA STAI FACENDO?"
Quando sentii la sua voce, realizzai per la prima volta. Cosa diavolo stavo facendo, farla piangere? Mi vergognavo.
Dopo ciò, mi trattenni dal guidare spericolatamente. Fu l’ultima volta che guidai in maniera sconsiderata.
Poiché volevo vedere dall’altro lato della morte, ero incredibilmente avventato. Comunque, alla fine, non fui capace di vedere niente.
Molti dei miei amici sono morti. Volevano vivere e sono morti, ma io, che volevo vedere com’era morire, sono ancora vivo. Proprio non lo potevo sopportare.
3. Kankoku Josei to no Kekkon to Rikon no Kunou~ L’angoscia del mio Matrimonio e Divorzio con una Donna coreana ~
Quando ero un adolescente, ero molto viziato.
Avevo un numero assurdo di biciclette e macchine, non conoscevo il significato di quello che avevo. Non mi curavo della vita e della morte. Quei sentimenti di noncuranza turbinavano all’interno del mio cuore.
La cosa che cambiò la mia vita fu un certo incontro con qualcuno. Avevo 19 anni. Per me, fu un incontro scioccante.
Lui era un cliente del casinò – un celibe sui trent’anni. Essendo un uomo d’affari, aveva soldi.
Aveva anche una posizione sociale elevata e prestigio, e oltretutto, aveva anche una bella donna al suo fianco. Era una persona perfetta.
A quel tempo, lavoravo nel casinò e contemporaneamente ero assistente in una band. La ragione più grande per cui ero diventato batterista di supporto della band era il carisma del vocalist. C’era una grande predisposizione alla vita in lui, ed era sua intenzione andare avanti.
Comunque, quando il vocalist lasciò la band per unirsi ad un altro gruppo, lavorare come supporto non aveva più senso per me.
Quindi circa un anno dopo lasciai la band. Inoltre in quel periodo andavo e tornavo da molte livehouses, ma non avevo mai visto il mio vocalist.
A quel tempo, volevo diventare più serio circa la musica. Comunque, avevo problemi con le persone delle band lì in giro.
Intorno a me, c’erano molto ragazzi che non conoscevo molto e che dicevano che finché le cose andavano bene, sarebbero stato grande andare avanti. Se suonavano in una band, sarebbero stati popolari con le donne. Quasi tutti loro erano così. La musica era un hobby per loro. I loro soldi arrivavano tutti da lavori part-time, come lavorare da un benzinaio o in un bar.
Dato che ero un ospite al casinò, il mio stile di vita era chiaramente differente dal loro. A causa di questo, non sono mai stato un loro stretto amico.
C’erano volte in cui mi chiedevo se davvero volevo uno stile di vita basato sull’intrattenimento tipico dei nightclub. La volta in cui incontrai quell’uomo era esattamente una di quelle volte.
Anche ora, le prime parole che lui mi rivolse rimangono vivide nella mia memoria. “Cosa è meglio, vivere e pensare che la tua vita è meravigliosa, o vivere e pensare che qualunque cosa tu faccia non conta niente? Per quanto mi riguarda, vivrò pensando che la mia vita è meravigliosa”
Lo disse con un sorriso gentile.
Appena disse “Cosa è meglio?” ci pensai per un secondo.
Voglio vivere pensando che la mia vita sia meravigliosa!
Fu probabilmente la prima volta che lo pensai da quando ero nato. Perché prima di allora, odiavo la vita.
Da quel momento in avanti, cominciai a fare le cose con lui. Stavo con lui più tempo possibile.
Andavo a casa sua e parlavo con lui di molte cose. Se avevo tempo, lo utilizzavo per vedere lui.
Era la prima volta che provavo interesse per qualcuno che non fossi io. Volevo essere una persona come lui.
Diceva sempre “Cosa è meglio, questo o quello?” e aveva un modo di parlare che era di facile comprensione.
Comunque, più parlavamo, più realizzavo che il suo modo di pensare e agire era davvero diverso dal mio. Più che ogni altra cosa, eravamo di due calibri differenti.
Odio perdere, quindi quando incontravo una persona che era meglio di me in qualcosa, anche una cosa piccolissima, la imparavo e facevo di tutto per superarlo. Comunque, non ero a quel livello. Sentivo fortemente che non eravamo sulla stessa lunghezza d’onda.
Nonostante siano passati molti anni da allora, lui non è cresciuto. Continuo a pensare che non siamo sulla stessa lunghezza d’onda.
A quel tempo e luogo – quando lo incontrai – nacqui.
Lo credevo davvero.
Quando avevo 19 anni nacqui. Quindi, ad ora, sono ancora un bambino. E dunque, la mia mentalità è probabilmente giovane.
Non avevo particolari opportunità di diventare un croupier al casinò (chi distribuisce le carte). Dopo diedi un taglio alle scene dei nightclub, nonostante in qualche modo ci fossero molti lavori che cominciai e l’ultimo fu quello di un’elevata posizione al casinò.
In quel posto, incontrai qualcun altro. Era una donna che faceva il mio stesso lavoro. Precedentemente a questo libro, ci fu un articolo su di lei su qualche giornale sportivo. Il titolo diceva: “Gackt sposa una donna bionda 8 anni più grande!”
Nonostante questo, io non avevo mai avuto nessuna relazione con una donna bionda.
Quando stavo andando a registrare a Los Angeles, ebbi una conversazione con un giornalista all’aeroporto di Narita. Nonostante pensassi di avergli detto di non chiedermi niente di strano, non sapevo che sarebbe successo qualcosa del genere. Subito dopo l’intervista, cose come quel genere di titoli comparvero sui giornali. Lessi una cosa simile in un quotidiano di Los Angeles e semplicemente mi venne da ridere.
La donna da cui mi sono separato non è una donna caucasica. La sua nazionalità era coreana. Comunque, non mi interessano cose come la nazionalità.
Penso che in fatti del genere, la nazionalità di per sé sia una cosa stupida. Non mi riguardava.
Quando ci si ama e si è insieme, si dice “Mi piaci” anche per le cose più semplici. La forma di “piacere” cambia. Comunque, il prerequisito essenziale è sempre l’amore. Penso che questo sia il modo migliore.
Ci sposammo perché lei mi disse: “Voglio far legalmente parte della tua famiglia”. Io dissi: “Va bene, ma non cambierò niente [del mio modo di vivere]”
“Non sono preoccupato per la registrazione del matrimonio, ma non significa niente”
Penso che su carta la sua nazionalità fosse un problema. Ma sembrava che lei volesse le prove del nostro matrimonio.
Comunque, alla fine, questo divenne un grosso problema per entrambi. Dato che eravamo sposati, decidemmo di fare le registrazioni ma, al contrario, fu come se questo avesse forzato le relazioni fra noi.
Delle fans pazze facevano cose di fronte alla nostra casa e questo divenne uno stress per lei. Loro inoltre ci molestavano molto. Frequentemente, chiamavano a casa nostra e riattaccavano senza dire una parola.
Sotto queste circostanze, lei gradualmente smise di uscire. Alla fine, ebbe un crollo nervoso.
“Penso che dovremmo separarci” disse infine.
Ovviamente, le fans scatenate non furono l’unica ragione della nostra separazione, penso che lei fosse sotto pressione già per molte cose.
Fummo sposati solo per un breve periodo di tempo.
Non mi sposerò mai più. Se il nome di qualcuno verrà introdotto nel registro di famiglia con il mio, sarà solo quando morirò.
Se, prima di morire, ci fosse qualcuno che volesse stare con me fino alla fine e lei volesse essere legalmente sposata con me, e ci fosse prova di aver vissuto insieme, probabilmente la sposerei.
Non voglio neanche dei figli. Non credo che fare figli aiuti il matrimonio a durare di più. Ci sono coppie che non si separano perché hanno dei bravi bambini, ma è molto raro.
Una volta stavo guardando un programma alla televisione, dove le persone dicevano “Non importa quello che accade, i bambini devono sempre avere un genitore, non solo uno”. Ma io penso che quello sia un problema.
I bambini posso anche crescere avendo solo un genitore e anche i bambini senza genitori possono crescere.
Se i genitori pensano “Dobbiamo stare insieme perché abbiamo dei figli”, i bambini sono sempre consapevoli di ciò che i loro genitori pensano e di ciò che proveranno facendo in quel modo. E niente farà loro cambiare idea.
Quando i genitori si amano, significa qualcosa per il bambino. Se non è così, il bambino cresce senza sapere cosa significhi avere dei genitori.
Ovviamente, se dicessi che per questo io non ho mai voluto avere dei figli, sarebbe una bugia. Ho immaginato come il mio bambino potesse essere stato se lei ed io fossimo stati d’accordo nel farne uno.
Ma non avrò mai figli. Proverei pena per qualunque bambino con i miei geni. Questo a causa del trauma che ho sofferto per le mie esperienze passate. E’ stata molto dura per me.
Vivere in un modo che tutti immaginavano fosse uno sviluppo anormale era diventato molto doloroso.
Se ci fosse qualcuno con i miei geni, avrebbe le mie capacità. Ricordo cosa accadde quando ero giovane. I miei genitori mi davano strane occhiate quando dicevo di vedere gli spiriti, e gli adulti avevano sempre il sospetto che io avessi qualche malattia mentale.
Non voglio che mio figlio abbia questi miei stessi ricordi.
4. Hatsu Bando "Cains:Feel"~ La mia prima Band "Cains:Feel" ~
I ‘Cains:Feel’ è stata la prima band in cui sono stato quando ero a Kyoto. L’origine del nome viene da "Caino e Abele", I figli di Adamo ed Eva della Genesi dell’ Antico Testamento. Da dove vengono le persone, e dove stanno andando? Avevo un’idea di cosa potesse essere l’esistenza umana. Scorgere il significato dell’esistenza umana è una smania di quelli che fanno musica, e penso che sia lo stesso motivo per cui la faccio anch’io.Naturalmente, è un opportunità per incontrare altre persone.
In quei giorni, dopo che smisi di suonare la batteria, le attività della mia band si fermarono per un po’. Facevo più lavori allo stesso tempo, e uno di questi era come tecnico del suono nello studio dove facevo pratica con la batteria. Era una volta a settimana e la paga era ad ore, il che mi stava bene ad ogni modo, perché mi interessava la musica e non volevo tagliarmi fuori da essa. Inoltre, sentivo molte delle ultime notizie sulla musica.
C’era una livehouse [ndt. Struttura per concerti] a Kyoto che stava ospitando un evento abbastanza importante. Fui davvero catturato da uno dei chitarristi. Era davvero figo. Era molto incisivo e aveva una grande presenza scenica. La sua figura mi rimase davvero impressa e continuai a pensare a lui a volte.
Lavorando nello studio, decisi di chiedere ad uno dei ragazzi che stava entrando.
"Hai presente l’evento che si è svolto alla livehouse?"
"Sì, ce l’ho presente."
Ero solito vedere questo ragazzo ogni volta che veniva allo studio. All’inizio, c’era un’atmosfera davvero ostile attorno a lui. Non avevamo una piacevole relazione.
Lui, un chitarrista e il cantante che stavano in un gruppo con lui erano famosi per essere Yankee [ndt. Teppisti] e avevano feroci discussioni con le persone, ed erano anche il tipo di persone che si buttavano nelle risse improvvise alle livehouses. In studio avevano sempre un brutto modo di fare […] (pezzo intraducibile, sorry! nd Cassy)
Parlando del tempo che è passato, per il motivo che ero ancora un bambino, non sapevo quando le circostanze mi avrebbero portato alle mani. Continuai ad avere quel sentimento: "Un giorno avrò sicuramente una rissa con quel ragazzo."
Per far pratica con la batteria, potavo il porta-bacchette in giro, ma nel fodero nascondevo anche un piede di porco.
Se mi dovessi chiedere chi aveva il carattere peggiore, probabilmente direi io .
Quel ragazzo era uno di un gruppo. Quella volta in studio, eravamo io, lui e altri due. Era sempre calmo e non era un tipo molto espressivo, era di quelli che tengono dentro tutti i sentimenti. Naturalmente, non mi aveva mai parlato. Ma se non c’era nessuna conversazione in corso, l’atmosfera era molto vuota, così cominciai a parlare con lui.
"Hai presente quell’evento dove c’era quella band che suonava? Non hai trovato che il chitarrista fosse fantastico?"
E lui disse con calma, "Ero io."
I miei occhi divennero davvero grandi. Non potevo credergli, in nessun modo! Non mi sarei mai aspettato che quel chitarrista figo di quella volta potesse essere questo distaccato ragazzo seduto di fronte a me.
"Non sei lui, amico!"
Così cominciammo a litigare.
"Quello sono io."
"Non è vero."
"Sì che lo sono!"
"Provalo!"
"Bene, io ho delle foto a casa, ora dovrai venire a vederle."
Quando mi mostrò le foto a casa sua, erano naturalmente foto del live. Anche io avevo fatto delle foto, ma il ragazzo che vedevo non era come quello delle immagini. Il motivo era il trucco. Ma più che altro, il ragazzo che vidi al live era totalmente diverso da quello che vedevo casualmente nello studio. Quello era freddo e tranquillo. Ma sulla scena, era incredibilmente impressionante. Mi piaceva l’abisso che c’era tra i due.
Era You. You, il membro della mia band.
"Sei davvero tu? E’ stato sbagliato da parte mia non crederti."
"Beh, ora lo sai."
Il chitarrista che stavo cercando era qui. Ero felice, dal profondo del cuore.
Da allora diventammo amici, e cominciammo a dire spontaneamente "Non dovremmo formare un gruppo?". Così cominciammo a cercare altri membri.
La cosa più importante era che non avevamo un cantante. In quel periodo ci dicevamo l’un l’altro, "Ah, non abbiamo un cantante" e poi, scherzando un po’ dicevo "Mi chiedo se posso farlo io."
Ma allora, You, che era sempre stata una persona gentile, scoppiò "Che cazzo dici!"
"Non è un’idea ridicola!" risposi.
Discutemmo varie volte. In ogni caso, era sempre un casinò.
A quel tempo odiavo davvero la mia voce. Non avevo mai cantato davanti ad altre persone. Nemmeno You sapeva come cantavo.
"Bene, se non è ridicolo, allora in una settimana, prova a cantare queste tre canzoni," disse You. Mi stava dando ancora un dispiacere.
Così dissi, "Va bene, canterò!"
Una settimana dopo, facendo pratica, cantai per la prima volta di fronte a lui.
Dopo avermi sentito You mormorò "Perché …. Perché non hai mai cantato prima?"
Comunque non avrei mai immaginato di diventare un cantante. Per me, che allora ero solo un assistente, il cantante della band di cui facevo parte era davvero un bel cantante. Non solo era forte, ma il suo canto era davvero bello, ed era capace di toccarti il cuore. Era davvero incantevole.
Tornando a quando la mia band esordì, molti cantanti avevano una voce acuta.
Grandi voci cantavano in grande stile. La mia voce era bassa e molto limitata. Non avevo idea di come sarebbe stata la mia voce se l’avessi innalzata. Anche se la mia voce era adatta per cantare, e anche se avessi potuto farlo con un tono più alto, in ogni caso non c’era possibilità di diventarlo. [ndt. Diventare cantante]
Ma dato che non c’era nessuno, era l’unica cosa che potevo fare.
Cantare di fronte a You fu un’occasione, e per diventare un cantante, cominciai ad esercitarmi di nuovo. Anche se la mia voce restava bassa, nonostante la pratica, alzai un po’ il tono.
Per trovare altri membri, facemmo un demo dove cantavo e lo facemmo ascoltare a tutti quelli che ritenevamo bravi.
"Il cantante è davvero bravo. Chi è?"
"Sono io."
"Canti?"
" Temporaneamente."
Conoscevo gente che suonava la batteria, ma nessuno che cantava.
Ecco perchè, trovammo in un sol colpo i membri restanti e riprendemmo le attività della band.
Si chiamava "Cain's Feel." Fu la mia prima band.
5. Kajino no Shoku o Sute, Ketsui no Jyoukou~ Lasciare il mio Lavoro al casinò, la Decisione di trasferirmi a Tokyo ~
Si dice spesso che il vocalist sia il volto della band. Diventando cantante, ero in grado di capirlo per la prima volta. Ovviamente, la ragione di ciò non è che il cantante ha un bell’aspetto. Data la prima linea di difesa della band, lui è colui che manda i pensieri della band agli ascoltatori. Penso che questo voglia dire essere il “volto”.
Essere il vocalist, volere essere in grado di mandare i miei pensieri ai cuori della gente era morte certa. Stavo per cominciare una parte molto delicata della mia vita. E’ stato probabilmente in quel periodo che diventai serio nei confronti della musica. Potevo aver condotto una vita materialmente ricca nell’industria dell’intrattenimento, ma questa lasciò un segno, e io cominciai a pensare che non esisteva un lavoro produttivo per me.
La forma della musica rimase. Avere le cose che trasformavo in forme finite era grande. Cominciai a sentirlo fortemente.
Ci furono anche parole, che una certa persona mi disse, che utilizzai per darmi una nuova vita. Lui mi disse questo quando ero bambino e avevo sentito qualcosa che mi aveva ferito.
“C’è senza dubbio un significato in questo. Comunque, non dovresti creare qualcosa di tangibile e lasciare un segno dietro di te?
Al di fuori di tutto quello che avevo, l’unica cosa che potevo rendere tangibile era la musica.
Con la musica, davo forma ai miei pensieri.
Volevo conoscere il significato della mia esistenza. Se c’erano cose che altre persone all’infuori di me potevano fare, era tutto ok. Ero sempre in cerca di cose che solo io potevo fare.
Con la musica, volevo raggiungere un mondo dove poter esprimere me stesso.
Quando questi sentimenti diventarono saldi, essendo il vocalist, a volte cominciai a pensare che avrei dovuto diventare solista.
Forse avevo una grande chance. Comunque, sentivo che mi ero ripromesso di vedere prima cosa si provava a stare in una band e volevo essere in grado di avere varie esperienze con le band. Sentivo che non dovevo ancora diventare solista.
Nello stesso periodo, tramite un amico, fui introdotto a Mana [che era allora inattivo]. La persona tramite la quale lo incontrai, mi disse “I membri del gruppo sono personaggi alquanto interessanti”. Vidi il loro look sulla copertina del loro cd e anche io pensai la stessa cosa, cosi provai interesse anche nell’incontrarli.
Guidai da Kyoto a Tokyo e incontrai Mana a Ikebukuro.
La prima volta che vidi Mana, mi sentivo trasportare verso di lui. La corrente dell’intrattenimento musicale era dentro di lui ed era esattamente come me lo aspettavo. I suoi capelli erano lunghi e legati sulla schiena.
A causa della cultura di Tokyo, le persone non possedevano macchine; io, guidatore di macchine sportive, vestito elegante, abituato a sentirmi chiedere “Per quale compagnia lavori?” mi ritrovai a pensare che Mana, un tipo di persona estremamente cauta, mi avrebbe chiesto la stessa cosa.
Ma invece, lui disse: “Tu non sembri un musicista”. Certamente, potevo avere il look di uno yakuza in quel periodo.
Comunque, Mana, essendo Mana, era vestito in stile goth femminile. Aveva dei lunghi pantaloni e degli alti sandali che somigliavano a degli zoccoli di legno. Il suo viso era coperto da un ampio cappello e da occhiali da sole.
Ero attirato da lui. Mettere noi due insieme, creerebbe un quadro davvero sbilanciato.
Non avemmo molta conversazione. Ricordo di più quello di cui parlai con l’amico di Mana, che lo accompagnò.
Dopo ciò, andammo a casa di Kozi, e quando lo incontrai, fui attratto da lui allo stesso modo. Aveva capelli rossi e si stava facendo crescere un po’ di barba. Noi tre, tre persone molto diverse. La nostra conversazione non portò da nessuna parte.
Quello che ruppe il silenzio furono le parole di Kozi.
“C’è qualche posto di Tokyo dove vorresti andare?”
In quei giorni, quando avevo un problema, provavo ad andare all’ Headquarters Aum Cult Supreme Truth di Aoyama.
Nonostante fossimo nel bezzo della notte, c’erano molti reporter fuori.
“Cosa state facendo ragazzi?”
“Non lo sappiamo”
“State a Tokyo?”
“Non lo sappiamo”
In qualche modo, alle 2 di notte noi tre stavamo di fronte all’ Aoyama Aum Cult Headquarters, e guardavamo tutti quei reporter con una sensazione di sollievo. Successivamente, tornammo a casa di Mana e cominciammo delicatamente a discutere della band.
“Che strumento suoni?”
“Complessivamente, so suonarli tutti.”
Poi suonai la tastiera e cantai.
Dissi loro anche le mie opinioni sulle canzoni dei Malice Mizer. Non mi dispiaceva lo stile gothic che Mana voleva creare.
Comunque, le cose che esistono solamente per essere guardate perdono la loro doratura prima o poi. Tu non puoi semplicemente dire “Voglio farlo in stile gothic”. Se non sei in grado di porre insieme sostanza e Europa Medievale nel centro di qualcosa, non va bene.
Parlammo di questo per tre giorni. Durante questi, pensai che i membri dei Malice Mizer fossero delle persone molto divertenti. Parlando in termini di loro abilità musicali, invece, non erano molto avanzati.
Comunque, erano divertenti. Questo smosse il mio cuore. Decisi di unirmi ai Malice Mizer.
Lasciai tutto e mi trasferii a Tokyo: mollai quindi il mio lavoro al casinò e le ampie entrate che arrivavano con esso.
Riguardo alla mia ragazza, nonostante non fossimo sposati, non pensavo di troncare con lei solo perché mi stavo trasferendo a Tokyo.
Ovviamente, discutemmo se andare a Tokyo insieme. Comunque, se ci fossimo trasferiti, non avremmo avuto entrate. Per un certo periodo, non riuscii a convincerla.
E se non riuscivo a convincere me stesso che portarla con me sarebbe stata una buona idea, allora era meglio rompere. Ne parlammo.
Non c’era niente che mi trattenesse indietro.
Ovviamente c’erano persone che dicevano “Ha smesso di fare questo lavoro perché pensa di essere troppo bravo per stare con noi”. Da quando lo avevo lasciato, se c’era qualcuno che si trovava contro di me per questo, lo lasciavo perdere, tagliavo ogni contatto con lui.
Se avessi avuto qualcosa a cui attaccarmi, certamente sarei tornato indietro. Per avere una ragione per tornare a Kyoto, mi serviva una scusa.
Odiavo avere una via di fuga. Questo nega assolutamente il successo.
Ero sicuro che avrei avuto successo. Non aveva senso piazzare dei lasciapassare per tornare indietro.
Il mio obiettivo in quel periodo era l’Asia. Non era Tokyo, non era il Giappone.
Ero serio. Se avessi potuto trasformare il mondo che visualizzavo in una forma finita, avrei potuto vincere contro l’Asia! Quello che mi trovavo di fronte agli occhi era, ovviamente, il mondo.
Amo la musica europea. Tuttavia il campo della mia musica e la musica che mi piace sono cose diverse. Le parole sono anche differenti. La razza di persone è anche diversa. Io sono asiatico. Essere asiatico e guadagnare l’Asia era una porta di collegamento con il mondo. Con i Malice Mizer potevo farcela!
Questa è la verità. Dopodiché, questo pensiero influenzò il mio intero comportamento.
Quello fu il momento in cui cominciai a vivere.