Sezione 4: Irokoi ~ Affari di cuore ~

1. Hatsukoi, hajimete no kanojo
~ Il mio primo amore, la mia prima fidanzata~


Ogni tanto mi chiedo se non sia il caso di scrivere storie d'amore.Sono stato un corteggiatore innumerevoli volte.
Il mio primo amore è stato quando ero all'asilo. Avevo circa 6 anni...
Lei era la mia maestra d'asilo. Era per metà giapponese e veramente carina, e aveva un grande senso dello stile. Quando lei era presente, per qualche ragione mi sentivo davvero felice.
Si trattava probabilmente di amore infantile. Comunque, per me, era davvero molto importante.
Ovviamente, quando avevo 6 anni, non capivo cosa la parola "amore" significasse. Ma non è questa una parola molto importante?
Quando le lezioni finivano e tutti gli altri studenti andavano a casa, io avrei voluto restare ancora un po’ lì con quell’insegnante. Avrei voluto restare al suo fianco per guardare ancora la sua figura.
Una volta, un giovane venne a prendere la mia maestra. Quando lei lo vide, il suo viso si illuminò. Era completamente differente dal volto che mostrava quando era con me ed era la prma volta che vedevo il suo sorriso.
La maestra mi disse maliziosamente:
"Questo è un segreto, ok?"
Coprendosi le labbra con un dito, sembrò un po' imbarazzata. Poi lei e il suo ragazzo se ne andarono. I loro passi erano vivaci. Ero terribilmente mortificato.
Capivo di essere soltanto un bambino. Sapevo anche che lei non avrebbe mai potuto diventare la mia fidanzata. Era davvero mortificante, suppongo. E' stata la prima volta che ho pensato di voler crescere in fretta.
La prima volta che ebbi qualcuno che si possa definire "fidanzata" è stato quando avevo 10 anni. Dato che lei aveva 13 o 14 anni, c'erano 3 o 4 anni di differeza. Lei era una ragazza che viveva vicino a me.
Dato che all'epoca ero alto circa 160 cm, ero la persona più alta nella mia classe e penso che sembrassi un adulto.
La nostra relazione non era una di quelle semplici. Era piuttosto in declino e inondato, penso. Nonostante avessimo appuntamenti, questi non erano che passeggiate intorno al vicinato o in riva a un fiume. Questa ragazza aveva un cane ed era solita portarlo con lei. Questo dava agli appuntamenti un piacevole tocco. Ma forse solo perché avevo 10 anni.
Comunque il mio primo bacio non fu con quella ragazza. E' stato quando avevo 6 anni. Mi ha fatto crescere un po'.
Uno degli amici di mio padre venne a casa nostra a farci visita e portò con sè sua figlia. Anche lei aveva 6 anni.
Penso che sia accaduto giocando a nascondino nel seminterrato. I miei ricordi sono molto vaghi, ma c'erano vari bidoni vicino a una roccia in giardino. Sono piuttosto sicuro che erano bidoni.
Io mi nascosi in uno di quelli e lei mi trovò... No, probabilmente fu lei a nascondersi e io a trovarla. Eravamo entrambi molto agitati. Quando entrai nel bidone, come mai il mio cuore cominciò a battere forte? In quel luogo piccolo e ristretto, segretamente, ero molto colpito da lei.
Giocando, decidemmo di provare a scivolare entrambi lì dentro. Perché quando entrai nel bidone il mio cuore cominciò a battere? In quel piccolo, angusto spazio, in segreto, ero incredibilmente colpito da quella bambina. Mentre giocavamo, decidemmo di provare ad entrarci.
Era buio e c’era un forte odore di metallo. Dall’apertura rotonda del bidone riuscivamo a vedere la luce del sole. I nostri corpi intrappolati lì… e lei era proprio accanto a me. Il suo respiro affannoso echeggiava. L’aria attorno a noi era molto umida. In qualche modo l’ardente desiderio nel mio cuore cominciò a ribollire e, avvicinando il mio viso al suo, le diedi un piccolo bacio e risuonò con un “chu”. Naturalmente fu sulle labbra. Fu una dolce sensazione e fu la prima volta che sentii una così strana emozione.
Lei rispose con lo stesso sentimento, quindi continuai a baciarla.
Erano baci leggeri, ma il cuore batteva agitatamente. E' stata un'incredibile prima volta.
Ovviamente volevo rivederla, ma dopo quella volta non la rividi mai più. Comunque, non posso dimenticarla.
Mi chiedevo come mai non fosse più tornata a giocare con me.
Nemmeno suo padre venne più. Ero davvero preso da questo fatto.
Quando fui alle superiori, lo chiesi a mio padre.
"Chi era quel signore che venne a casa nostra tanti anni fa portando sua figlia con sè?"
Un po' scocciato, mio padre rispose:
"Ho avuto una discussione con lui quindi non ci vediamo più"
Sembrava che non volesse vedere quell'uomo mai più. Pensai di doverglielo chiedere.
"No, non puoi rivederla", disse.
Ho anche baciato dei ragazzi. Ovviamente, non erano baci dati sul serio.
Un bacio è segno di fiducia.
La prima volta che sono stato baciato da un ragazzo è stato quando avevo 19 anni. Stavamo bevendo e dovevamo tornare a casa.
"Ja... Chu", disse lui piano, e mi diede un bacio, spontaneamente. Ero molto felice.
Da allora in avanti,ogni volta che voglio dare prova di fiducia a un ragazzo, lo bacio. Bacio anche i membri della mia band durante i live.
Un bacio è come una stretta di mano o un abbraccio. E' il mio modo di dire "Mi fido di te".
Quando le donne piangono? Bacio anche loro.
Quando una volta fui eccessivamente spericolato con la mia auto ed ebbi un incidente, mentre stavo in piedi di fronte alla mia auto ammaccata fumando una sigaretta, ricevetti una chiamata dalla mia ragazza.
Dall'altra parte del telefono, piangeva e mi urlava contro: "Cosa stai facendo?"
Racconterò questa storia un'altra volta.


2. Onix no Shinpi
~ Il mistero dell'onice ~


Oggi dovrei parlare di moda.
Io non seguo per niente la moda. Dentro di me so esattamente che tipi di vestiti voglio indossare e quali non voglio indossare.
Ora vi spiego come ho scelto di indossare vestiti occidentali.
Quando avevo 5 o 6 anni, i pigiami che mia madre mi faceva indossare erano a mo' di camicioni, con la gonna. Erano, per così dire, trascurati. Mio fratello minore indossava le stesse cose. Entrambi noi avevamo un completo, rosa misto a rosso.
Pensavo, dentro di me, che fossero davvero strani e sia io che mio fratello sembravamo, a quella età, due bambine.
Il volto di mio fratello era più definito del mio e i suoi occhi erano grandi e rotondi. Era davvero un bel bambino. Ma in ogni caso, mi chiedevo come mai mia madre volesse fare indossare a due bambini delle cose come gonne.
"Perchè è carino così" disse mia madre, sorridendo allegramente, e quando avevamo quell'età lei non si curava se fossimo maschi o femmine.
A ogni modo, non andava bene. Per esempio, quando eravamo in un negozio, il capo diceva: "Le tue sopracciglia sono così grosse, ti fanno sembrare un ragazzo, dovresti sfoltirle". [Il capo credeva di parlare con una bambina XD] oppure "Dato che hai uno stile punk, dovresti fare una cresta" e ci faceva fare quelle cose. Era qualcosa che odiavo.
A causa di ciò, ogni volta che mia madre andava a comprare vestiti andavo con lei e me li sceglievo da solo. Sapevo esattamente cosa mi piaceva e cosa no e non mi fidavo di mia madre, non volevo li prendesse lei per me.
Alle scuole medie e superiori avevamo le uniformi, caratteristiche per ogni scuola.
Le giacche potevano essere lunghe, di media lunghezza, corte o molto corte. Solo queste ultime avevano due bottoni. I teppisti della mia classe mescolavano parti di uniformi corte con quelle lunghe e cambiavano lunghezza ogni qual volta volevano.
Avevano anche un gran numero di pantaloni. Erano così tanti che sembravano ridicoli: Tonsuri, Bontan, Banana, Dokan ecc… I pantaloni Dokan erano larghi dalla vita in giù, la cinta era di 120 cm e l’orlo di 100 cm. Se si mettevano le mani in tasca e si allargavano verso l’esterno, la vita si estendeva talmente tanto da arrivare a circa 2 metri. E non perché li modificavano, ma perché li vendevano proprio così.
C'erano anche uniformi che ereditavamo dai senpai. Erano piene di significato.
Ovviamente, nessuna di quelle era nuova, ma anche così, dato che volevamo bene ai senpai che ce le donavano, quando le ricevevamo eravamo molto felici e per non rovinarle le tenevamo come decorazioni nelle nostre stanze.
Vestiti per delinquenti. Allo stesso tempo, alcuni di essi per noi valevano molto.
Ora è differente. Posso mettere quello che voglio. Sinceramente, poi, è così importante cosa qualcuno vuole indossare? "Metterò ciò che mi sta bene..." è quello che la gente dovrebbe dire.
L'unica cosa che va ricordata è di indossare quello che ci sta bene.
Per esempio, se indossi vestiti larghi, non puoi realizzare se la forma del tuo corpo cambia. Quindi non imbrogliate con le vostre misure.
Anche se la mia vita misura 70-71 cm, indosso pantaloni larghi 72-73 cm. Se ingrassassi, non riuscirei più a metterli. Se cominciassi a mangiare troppo, diventerebbero stretti. Ma non è il caso di arrivare a ciò.
Anche le magliette che indosso mi fanno capire se il mio corpo cambia.
Il limite di questo lavoro è che se il tuo corpo peggiora, indossare brutti vestiti ti rende meno professionale.
In questo caso, gli stilisti possono essere incolpati per non aver creato bei vestiti adatti a chi pesa di più. A causa di ciò, si diventa ossessionati dalla proprio forma fisica.
Gli occhiali da sole sono già parte del mio corpo. I miei occhi sono stranamente deboli nei confronti della luce. Quando il livello luminoso è alto, ogni cosa diventa bianca e non riesco a vedere niente. Per proteggere i miei occhi, quindi, indosso sempre occhiali da sole. Ne ho più di 100 paia, ma la cosa più importante è indossare quelli adatti al mio umore. Se devo indossarli a lungo, scelgo un paio che non mi stancano.
Per quanto riguarda gli accessori, molti dei miei mi sono stati dati da varie persone. Al contrario, molti di quelli che ho comprato li ho donati ad altri.
Fondamentalmente, non mi piacciono gioielli con pietre preziose. Non indosso diamanti o cose del genere.
C'è del potere nelle pietre e capisco gli effetti che queste hanno sul corpo. Cambiano le tue condizioni fisiche e il tuo umore. Gli accessori originariamente avevano questo significato. Ora, non cambio i miei accessori così di frequente. Se lo facessi, il mio corpo si stancherebbe.
Le uniche pietre che indosso sono di onice e ossidiana. Comunque, più che essere veri e propri accessori, servono da portafortuna.
C'è una ragione per cui indosso l'onice.
Quando avevo 10 anni, una ragazza che conoscevo andò a studiare all'estero. A quel tempo, indossavo sempre un anello di onice e glielo regalai come protezione.
Prima di partire, facendo un viaggio in taxi, ebbe un incidente. Il guidatore e l'amico che era con lei riportarono gravi ferite, mentre lei ne uscì illesa. L'unica cosa che accadde è che l'anello di onice scomparve. Non importa quanto lo avesse cercato, non riuscì assolutamene a trovarlo.
L'originale scopo dell'onice era di proteggere le persone dagli spiriti maligni e dai problemi. L'onice la protesse.
Da allora, è diventata un'abitudine per me regalare anelli di onice alle persone importanti per me.
C’è un negozio a Kyoto dove vado spesso ed è lì che compro perle d’onice fatte apposta per me. Così i membri della mia famiglia sono davvero protetti. Le perle d’onice sono anche la prova che chi le indossa è un mio compagno.


3. Kuruma to Jousei no Soukan Kankei
~ Il Collegamento tra le Donne e le Auto ~


La prossima cosa di cui vi parlo sono le auto.
Se dovessi descrivere in una parola l’auto che guido attualmente sarebbe “spaziale”.
Quando Hyde guidò per la prima volta la mia auto disse:
“Cos’è?”.
“Un’ auto” risposi.
“Gacchan, tu sei un alieno”.
Certamente si può trovare ovunque un’ altra auto del genere. Se volete sapere quello che penso seriamente della mia auto, beh, credo che potrebbe anche volare. Anche se è una “nave spaziale” gli interni non sono in metallo, ma di Hermès. [Hermès è una compagnia francese specializzata in accessori di pelle, moda e profumi. Nd Cassy] Non è bello, è “Hermès”.
Penso che gli interni siano dieci anni avanti. Dopotutto li cambio ogni otto mesi. La mia auto è, per me, come un ufficio in movimento – no, un ambiente vivo in movimento. Sono stato molto deciso nel prenderla.
Parlando di modelli d’auto, in questi pochi anni ho guidato un’ auto americana. E’ stata la mia quarta o quinta auto. E’ rossa. Ne avevo una bianca e una blu, ma il mio colore base è il rosso. Se mi chiedete perché un’auto americana, vi risponderò dicendo che solo un nuovo ricco che si pavoneggia con i propri soldi compra una Mercedes Benzes, e le Ferrari ti fanno sembrare una celebrità decaduta. Inizialmente la Ferrari era la mia auto preferita, ma dato che questi tipi di persone hanno la tendenza a comprarla, ho cominciato ad odiarla. Una Ferrari è dura da guidare, è davvero difficile. Ne risulta che le persone che hanno venduto e comprato Ferrari hanno una pessima abilità nel guidare. Quando arrivai a Tokyo lo avvertii tantissimo. Tutte le persone che guidavano una Ferrari diventarono così volgari e per quelli che le amano davvero questo è imperdonabile. Considerando tutte queste cose, penso dal profondo del cuore che un’ automobile americana mi si adatti di più. Non una tedesca o una italiana, ma una americana. Sento che i miei parametri per scegliere un’auto e quelli per scegliere una ragazza sono molto simili.
Il tipo di auto che mi piace è molto vicino al tipo di ragazza che mi piace, penso. Egoista, temeraria, impertinente, ma sexy e con un gran corpo. Una ragazza così. A volte, quando sono triste, non voglio parlarle ma quando mi sento dolce, voglio che ricambi i miei sentimenti. Ecco il carattere delle auto americane. Le auto giapponesi non sono divertenti. Sono sempre delle brave ragazze. Le ragazze non salgono spesso a bordo della mia auto. Potrei dire che la mia auto mostra il suo “lato femminile” quando offro un passaggio ad una ragazza, così diventa di cattivo umore. Forse proprio per questo accetta di più i ragazzi.
Nella mia auto c’è il romanticismo che cerco: in altre parole, è importante per me. Ma questo le ragazze non lo capiscono, quindi non voglio che salgano. Quando vedono la mia auto mi dicono con leggerezza “Oh, che carina!”. “ Lo dicono con una tale facilità, penso tra me e me. Vorrei che non trattassero la mia auto con sconsideratezza, quando, ad esempio, chiudono la portiera con violenza. Se lo fanno, giuro segretamente a me stesso: “Non le darò mai più un passaggio con la mia auto!”. Voglio che capiscano che è importante per me. Quando chiudo la portiera con delicatezza è come se ricevesse un mio ringraziamento.
Anche a mio padre piacevano le auto di gran classe. Quando ero bambino, se avessi sbattuto la portiera, mio padre me l’avrebbe fatta richiudere mille e mille volte, finché non lo facevo come si deve. Essendo stato influenzato da questo modo di fare, sono diventato sensibile a come le persone chiudono la porte dell’auto. Posso dire che tipo di carattere ha una persona dal modo in cui lo fa. Diciamo per esempio che sto accompagnando a casa una ragazza. Questa chiude con un gentile “click” la portiera. Una volta uscita dall’auto, dice qualcosa, io apro il finestrino e lei mi ripete “Abbi cura di te” e mi saluta sorridendo. Mentre penso “Wow, è fantastica” metto in moto e me ne vado. Ma metto subito la retromarcia e ritorno davanti casa sua, dove c’è lei ancora lì, a salutarmi. “Vorrei accompagnarla di nuovo a casa” penso onestamente. Comunque, sono sorprendentemente poche le ragazze come lei. Le ragazze comuni dicono “Ciao, stammi bene! Grazie!” e sbattono la portiera dell’auto con violenza e se ne vanno in fretta. Non perdono quel comportamento. Mentre afferro la maniglia della portiera queste oscure parole mi riempiono la mente: “Ora la butto sotto!” Anche se forse lo fanno perché non sanno nulla di auto e di corse.
Se una ragazza non sa come sistemarsi la cintura di sicurezza e continua a muoversi, mi sembra, in tutta onestà, molto dozzinale. Ci sono state ragazze che ho portato in giro che davvero non avevano idea di dove allacciarla. Anche se sarebbe giusto chiedermelo, non lo fanno. Ci sono state anche ragazze che l’hanno infilata nell’aggancio del lato dell’autista. Ma quello che più mi fa arrabbiare sono le ragazze che si sporgono dal finestrino e guardano fuori, dal lato della strada che curva. Non capisco davvero perché fanno sempre una cosa così inutile. “La tua testa è sulla strada, non guardarti attorno così!” vorrei gridare con dispetto. Mi rende davvero furioso. “Non ti fidi di me “ mi sento di dire. Con un passeggero a bordo la complicità è indispensabile. Non mi sento come se stia dando in passaggio ad un’ altra persona, ma come se stessimo correndo insieme. Credere nella mia guida e non essermi d’ostacolo: questi sono i due punti essenziali. Devi essere preparato per avere un passaggio. Se porto una ragazza fuori con la mia auto vedo sempre un suo lato che non mi piace: è per questo che raramente faccio un giro con loro.


4. Josei e no Dai Ichi Jouken wa Hanashikata
~ La prima cosa che noto in una ragazza è il suo modo di parlare ~


"Che tipo di ragazza ti piace?" quando me lo chiedo, la prima cosa che mi torna alla memoria è la sua voce, e poi il suo modo di camminare. Quando incontro una ragazza, ci sono due parti del corpo a cui presto particolare attenzione alla prima occhiata. Nella parte alta del corpo, guardo se il suo viso è del tipo che mi piace, e poi osservo la linea del suo corpo, in questo ordine. Quando chiudo gli occhi, posso ancora sentire la sua voce. Anche se non entriamo in contatto di nuovo, la migliore impressione che ho di lei è proprio la sua voce. Continuando, ascolto il modo di parlare della ragazza in relazione ad essa. Parlando in termini musicali, gli argomenti riguardo a cui parla sono i lyrics, il suo modo di parlare sono il ritmo e la melodia mentre la sua voce è lo strumento che esegue tutto.

A lungo andare, il fatto che la voce di una ragazza sia carina non è la sola cosa importante. Se la voce di una ragazza e il suo modo di parlare mi danno una buona impressione, poi penserò "Questa ragazza è davvero fantastica." Anche se il volto della ragazza è carino, ci sono volte che, ascoltando la sua voce, provo una grossa delusione e mi sento come se fossi stato respinto. Probabilmente sono un "feticista della voce". Parole che io non posso accettare psicologicamente sono "Ho fame" dette in modo maschile. Se una ragazza dice cose di questo genere, non è accettabile. E' come se avesse detto "sto per esplorare il mio naso con la penna". E' davvero fastidioso.
Il Giappone è una delle poche nazioni nel mondo che differenzia il linguaggio maschile da quello femminile. Pensare che le ragazze giapponesi siano cool significa considerare un certo background e storia, ed è qualcosa di incrollabile che le ragazze devono sempre proteggere. Per questo motivo, preferisco le ragazze che apprendono il modo femminile di parlare. Nonostante esistano parole che sono così importanti, ci sono ragazze che non si curano se il loro modo di parlare sia maschile o femminile, e questo mi infastidisce. La cosa davvero importante che fa parlare una donna come una donna non ha nulla a che fare con la cultura, ma questa parte è ignorata. Nonostante le donne abbiano le armi più forti per esprimere sè stesse, non le utilizzano. Il concetto fondamentale è che sembra quasi che abbiano rinunciato ad essere femminili... Questo è quello che penso. Davvero, odio davvero tutto ciò. E' la cosa peggiore. Per questo motivo, il loro modo di parlare mi risulta estremamente fastidioso. Per esempio, dieci ragazze si ritrovano in un posto con i loro ragazzi per divertirsi. Senza ombra di dubbio, il primo che se ne va e torna a casa sono sempre io. Gli altri ragazzi non sono infastiditi da questo, ma io non posso sopportarlo. Dicono "E' sorprendente", "Davvero? In TV?", "Non è delizioso?", sforzando l'inflessione di voce, fino a renderla davvero acuta; la parola "chou" risuona ovunque. Quando sono coinvolto in questo tipo di situazione, mi sento davvero a disagio. Naturalmente, quella parola è anche parte della loro cultura. In ogni caso, per me, quella parte di cultura non è mai stata gradevole. "Dici di non essere cambiato, huh?", non è un bene. Davvero, una ragazza che parla in questo modo non ha imparato a parlare.
Ora, io stesso nel passato avevo un modo terribile di parlare. Quando parlavo nel dialetto del Kansai, il mio modo di parlare era davvero rozzo. Anche adesso, quando mi arrabbio, qualche volta mi scappa qualche espressione dialettale del Kansai. Ma parlare in quel modo non è davvero un bene. Per lo più, queste parole sono così volgari... Anche i miei genitori hanno influenzato questo modo di pensare. Il modo di parlare dei miei genitori era strettamente dialettale. Quando ero bambino, dovevo trasferirmi spesso a causa del lavoro di mio padre, e abbiamo vissuto in molte città differenti; Okinawa, Yamaguchi, Fukuoka, Shiga, Osaka, Kyoto... Ovunque andassimo, sebbene i miei parlassero un giapponese standard, quello era ciò con cui ci esprimevamo a casa. Anche se vivevamo a Kyoto, parlavamo quello. Il dialetto del Kansai. L'unico posto in cui non parlavo quel dialetto era quando ero fuori casa. Penso che, parlando dialetti differenti fuori casa, avevo percepito di essere ancora un bambino. L'impressione che davo ai miei amici derivava dal mio modo di parlare. Con solo una parola, poi dare a qualcuno l'impressione di essere stupido, o poi indurlo a pensare "Cosa c'è che non va in questo ragazzo?". Puoi anche avere l'opportunità di indurre le persone a pensare "Questo ragazzo diventerà qualcuno quando crescerà."

Il modo di parlare di una persona è indice di importanti indicazioni. Quando scrivo i lyrics, mi concentro sulla bellezza della lingua giapponese e il mio essere consapevole di tale bellezza in relazione al mio modo di parlare e alle parole che scelgo è qualcosa che ha un grande effetto, credo. Per me, il fatto di pensare "voglio che le persone conoscano i miei sentimenti" è la cosa più importante di tutte. Sentimenti espressi con parole sporche e un modo sporco di parlare, dopo tutto, sono sentiti essi stessi come sporchi. Se devo esprimere il mio vero stato d'animo, voglio farlo con delle belle parole. Quando sono stato all'estero, pensavo di volere parlare la lingua del paese in cui mi trovavo al meglio delle mie abilità. Una volta studiavo francese ma ora ricordo solo le frasi più comuni. Di recente, sto studiando cinese. Ora posso rimorchiare le ragazze in cinese. Quattro anni fa ho avuto l'opportunità di visitare Taiwan. Se dovevo parlare con ragazze francesi, il mio interprete traduceva. All'epoca avevo l'impressione che lui cambiasse le mie parole per rendere un significato che non era corretto. Anche se le parole erano giuste, non riuscivo a ritrovare le sfumature del mio discorso.
Essendo un "feticista de linguaggio" non posso lasciar correre queste cose. Da allora ho cominciato a leggere libri di grammatica e conversazione cinese. Leggo principalmente libri da autodidatta. Quando non so il significato di qualcosa chiedo ai miei amici cinesi e taiwanesi e quasi ogni giorno leggo i miei libri cinesi. Ma essere in grado di partecipare alle conversazioni quotidiane ed essere capace di esprimere i miei pensieri e sentimenti non sono due cose sullo stesso piano. Per arrivare a quel livello, avere un buon vocabolario non è sufficiente. Ho dovuto memorizzare circa 20.000 vocaboli. Per me, che sto cercando di espandere il mio successo in Asia, è stata una cosa spontanea appassionarmi al cinese.
Nonostante ciò, anche se sono asiatico, non importa quello che voglio dire, tendo principalmente a farlo in giapponese. Anche se amo il cinese, sopra ogni cosa ciò che amo di più è la bellezza della lingua giapponese. Anche voi [voi giapponesi] parlate il giapponese che io amo tanto. Voglio che chi lo parla possa farlo nel miglior modo possibile. Ve lo chiedo dal profondo del cuore.


5. SEX to Ai
~ Sesso e amore ~


Penso che il sesso sia molto importante. E' una cosa fondamentale tra un uomo e una donna e non può essere trascurata. Nel caso di un uomo, finchè non si instaura un rapporto duraturo ci possono essere dei casi in cui si incontrano dei limiti. Comunque, quando un uomo e una donna hanno una relazionie, dato che quei limiti si sono ridotti il sesso è importante. Dopo il sesso, penso che la distanza tra i due diminuisca.

Anche se ho molta fiducia in me stesso, ero davvero orribile quando ero adolescente. Dato che volevo sempre fare sesso, ero così confuso riguardo al mio desiderio che volevo dire a qualcuno "Fermalo per favore!" Se non riuscivo a farlo ogni giorno mi sentivo insoddisfatto. Niente mi appagava. Come Dracula era assetato di sangue, io lo ero di sesso. Ora mi viene da pensare che potevo essere chiamato, in un certo senso, "vampiro". Già, ho attraversato anche una fase del genere.
Se ci ripenso adesso, capisco che risucchiavo veramente l'energia vitale della mia partner attraverso il sesso. Ho la sensazione che riuscissi davvero a trasferire quell'energia nel mio corpo.
Più lo fai, più la tua vitalità aumenta. Più questa aumenta, più lo vuoi fare. E' una sensazione di sete. Continuavo ad avere sete di sesso anche dopo averlo fatto. Non riuscivo a stare senza. Avevo solo quello in mente. Ero seriamente preoccupato, in quello stato non ero forse solo una scimmia? "Qualcuno mi fermi, vi prego", così mi sentivo.
Nonostante lo desiderassi così tanto, comunque, c'era una regola che non doveva assolutamente essere infranta. Quella regola era "non masturbarti". Lo avevo giurato a me stesso. Mi suscitava un forte senso di colpa. Dopo averlo fatto, pensavo "che diavolo stavo facendo?" e allora provavo una immensa vergogna. Mi sentivo inutile. Se avevo una relazione con qualcuno, mi dicevo che dovevo comportarmi in modo da costruire una sincera relazione con questa persona. Quando invece non avevo relazioni, se c'era un modo di affrontare la cosa, mi trattenevo.
Quindi, dato che non avevo modo di essere me stesso, quando arrivavo a pensare di volermi masturbare, andavo fuori a cercare una partner finchè non la trovavo. Quindi mi dicevo, per persuadermi: "se ti senti in vena di masturbarti, alzati ed esci!" Quando non avevo una ragazza, mi vedevo con i miei amici. Quindi, se anche non c'erano ragazze con qui relazionarmi potevo condividere i miei sentimenti con qualcuno. Ci sono state anche delle persone che ho usato solo per fare sesso. Ma era così per entrambi. Tutti e due facevamo sesso ovunque riuscissimo finchè non avevamo abbastanza. All'epoca, facevo sesso tutto il giorno. Non pensate che sia stupido? Anche quando mi chiedevo "ma che stai facendo?" stavo facendo sesso. E' una delle cose più combattute che abbia mai affrontato. Non ero mai soddisfatto. Ero malato, c'era qualcosa di sbagliato in me. Magari voi starete ridendo a questo punto, ma all'epoca io ne ero convinto ed ero seriamente preoccupato.

Ora, secondo me il desiderio spirituale e il desiderio fisico di una giovane persona sono entrambi molto importanti. Comunque, se cerchi di scappare da ciò, può essere una cosa molto negativa. Se i giovani nascondono i loro sentimenti quando vogliono fare qualcosa e si trattengono, quando saranno cresciuti capiranno di avere appagato il loro desiderio spirituale ma quello fisico sarà ormai passato. In breve, se vuoi fare qualcosa, deve essere un desiderio sia fisico che spirituale. Se accade, allora sarai soddisfatto e non sarà come se stessi facendo chissà quale cosa strana, no? Se il tuo corpo è debole, la parte spirituale verrà in suo soccorso.
Penso che i travestiti, chi fa il sado-maso, che si prostituisce o fa l'accompagnatrice abbiano trascurato il lato spirituale. Io non voglio assolutamente arrivare a quel punto. Non riesco proprio a capire chi fa certe cose. Da adolescente, una volta passata la fase dell'acuto desiderio fisico, la voglia che avevo di fare sesso continumanente era completamente scomparsa. Anche se l'atto sessuale in sè non ti soddisfa completamente, ti penetra nel corpo.
Ora sono felice. Ed è perchè non sento più quelle incontrollabili urgenze. Ma questo non vuol dire che il mio desiderio sessuale sia scomparso. Quello che conta non è se tu abbia voglia di fare sesso fine a sè stesso, ma se senti questo desiderio dal cuore oppure no. Se nel tuo cuore non provi niente per questa persona, il tuo corpo non funziona.
Nel caso di un uomo, anche riesci a "funzionare" in quelle circostanze lo stai facendo solo con i movimenti del tuo corpo. Ma tu sai, nel profondo del cuore, quali debbano essere le migliori circostanze. Dire a te stesso "In qualche modo ce la posso fare" è completamente diverso dal dire "questa volta sarà perfetto". Quando riesci a pensare che sarà la volta perfetta, allora è quando tu e il tuo partner siete perfettamente assortiti.
Comunque il numer di persone che condivide tale pensiero è estremamente limitato. Cuori perfettamente assortiti. Quello, alla fine, è ciò che più conta nel sesso. Aspetto, stile e personalità sono importanti ma non sono sinonim di buon sesso. Ogni relazione basata solo su tali caratteristiche non è destinata a durare a lungo. Se il sesso tra due persone non funziona allora è meglio diventare solo amici o ritornare a livello di semplici conoscenti.

Al momento non ho nessuno da poter chiamare "fidanzata". Ovviamente, ci sono persone che amo. Penso spesso "mi piace davvero questa persona" o "amo questa persona". Ma sono solo sentimenti momentanei.
Non importa nemmeno che la persona sia uomo o donna.
Prendete Hyde, per esempio. Quando sono con lui penso sempre "wow, quest'uomo è sorprendente". Anche quello è amore, o un sentimento molto vicino ad esso. Quel sorriso è un peccato. Sin da quando l'ho incontrato per la prima volta ho pensato che sarebbe stato grandioso se Hyde fosse stato una donna. Ma cavolo, è un uomo! Se fosse una donna probabilmente mi innamorerei di lui. Mi piacciono molto le persone come lui. Non importa cosa dicano, le sto ad ascoltare. Se lui o lei dicesse "vieni qui ora" mollerei il lavoro e andrei. Il tipo di ragazza che cerco è un tipo gentile come Hyde. Se ci fosse una ragazza come lui, me ne innamorerei perdutamente.

Comunque... Alla fine non è mai la ragazza che si interessa a me. Sono sempre io a interessarmi per primo. Vorrei che ci fosse una ragazza lì fuori che possa sentire la stessa cosa per me...
L'ultima volta che ciò è accaduto avevo 22 anni. Quando sono venuto a conoscenza dei suoi sentimenti non stavo cercando una ragazza. Perchè il lavoro era la base della mia vita allora, e l'amore non poteva diventare una cosa così importante per me.
Nonostante ciò, penso che una persona innamorata sia molto felice. Una situazione in cui puoi dire "non vedo altri che te" o "se ci sei tu con me non ho bisogno di nient'altro" è la più felice di tutte. Ma per me, al momento, il lavoro è la cosa più importante.
Anche se l'amore è importante, il tempo che una persona passa da innamorato nella vita è molto limitato.
Il tempo che passo con il gruppo di persone che chiamo 'famiglia' è molto più lungo di quello che potrei passare con la donna che mi piace.
E, per ora, va bene così.


  6. Hakketsubyou no Kanojo to no Hiren
~ Il triste amore tra me e una ragazza con la leucemia ~


Sono una persona spaventosa. Quando ero sposato la pensavo in questo modo.
Ogni volta che sento che una persona è importante per me, non mi sento in grando di dirle che la amo.
Se lo avessi fatto, sia io che lei saremmo diventati mere "cose". Come se la persona amata fosse una proprietà. Non posso sopportarlo. Se comincio a pensare che voglio monopolizzare questa persona, credo che questa cominci a cambiare. Per me, la particolare vita di una persona è importante o no? C'è stata una ragazza che ha incarnato tutto questo, che è stata controllata e "spezzata" da me. L'ho fatto finchè non è stato troppo tardi. Nei messaggi che lasciava alla mia segreteria telefonica e in qualunque cosa facesse, diventava sempre più strana. Era normale che le chiedessi spiegazioni a riguardo. Questa particolare ragazza disse:
"Non riesco a fermarmi, so che non dovrei, ma non so come, non riesco a fermarmi...
Il desiderio di monopolizzare le cose rovina le persone. Dato che associo le cose alle persone che amo, dato che le distruggo, sono davvero spaventoso.
Per esempio, lei mi diceva spesso con trasporto "vorrei stare con te ancora per un attimo" e io solitamente le dicevo "non posso farlo, devo andare a lavoro, ho una montagna di cose di cui devo occuparmi, quindi non possiamo stare insieme ancora a lungo". Se qualcuno prega con tutta la sua forza di stare con qualcuno che ama, quella persona non sono io. Ci sono cose che possono essere fatte solo da me e altre cose che non posso fare. Se desidero fare delle cose che solo io so fare, scommetto la mia vita su esse e allora ottengo dei risultati.
Comunque è naturale che se io desiderassi fare una cosa pur non essendone in grado e accanto a me ci fosse una persona in grado di farla che mi aiutasse a realizzare questo desiderio, allora vorrei stare con lei.
Non è che non mi renda conto di voler monopolizzare le persone Ero abituato a farlo, il desiderio era talmente forte che era diventato un disagio. Anche ora sono così. Solo che, sapendo che controllare le persone le rende infelici, sopprimo le mie intenzioni, cerco di controllarmi.
Se amo qualcuno, anche se lei ama qualcun'altro la considero comunque una persona amata. Non posso evitarlo. Se ama qualcuno più di me, va bene. Per quanto la riguarda, lei ha bisogno di quella persona. La ragione per cui dico così non è che voglio cancellare l'amore per quella persona. I sentimenti che provo per lei sono solo espressione del mio egocentrismo. Se la persona non ricambia i miei sentimenti, posso comunque tenermeli. Anche se il mio amore dovesse finire, saremmo comunque legati. Questo è il mio modo di amare le persone.
Quando impongo il mio volere sulle persone che amo, c'è naturalmente qualcuno che non lo apprezza. In questo caso, si tratta di un amore veramente triste...

Parecchio tempo fa avevo una relazione altalenante. Avevo 20 anni mentre la ragazza aveva 2 anni meno di me. Ci frequentammo per circa 4 mesi...
All'improvviso, mi disse: "finiamola qui". Ovviamente non era quello che intendeva davvero. Quando lo disse diventai strano, non potevo fermarmi. Potete dire che ero debole. Ero così strano da essere quasi ridicolo. Lei aveva la leucemia. Me lo disse la prima volta che ci incontrammo. Comunque pensavamo di poter avere una relazione senza problemi. Se anche si fosse ammalata, l'amore che provavo per lei non sarebbe cambiato. Sapevamo che era una questione di vita o di morte. Ma dato che era molto più malata di quanto potessi immaginare, lei pensava a me.
Penso che la mia incapacità di capire ciò sia stata la maggior ragione per la quale ci lasciammo.
Sempre più spesso lei stava male davanti ai miei occhi e la maggior parte delle volte io non sapevo cosa fare.
Lei mi diceva "non possiamo più stare insieme. Non è che ti odio, ma non possiamo più stare insieme..." Me lo diceva spesso al telefono. Io andavo comunque a trovarla ma per quanto parlassimo non riuscivamo ad arrivare a un accordo. Per non arrivare a odiarci dovevam lasciarci? Perchè? E' una ragione questa? Non riuscivo assolutamente a capire.
Comunque, l'unica cosa che lei potesse dire era che aveva deciso. Era fatta così, quando prendeva una decisione non cambiava idea facilmente. Così le dissi di avere capito. Sentivo che non potevo farci niente. Quindi, come impazzito, cominciai a guidare senza precauzioni.
Anche se avevamo appena parlato, prima feci un grave incidente, poi ricordo vagamente di aver fumato una sigaretta e poi di aver ricevuto una sua chiamata. "che diavolo stai facendo?" disse, e poi cominciò a piangere. Dal profondo del mio cuore, mi vergognai di me stesso. Ero un bambino che pensava solo a sè stesso.
Prima di incontrarmi, lei aveva avuto un altro ragazzo. Mi raccontò che la andava semppre a prendere in macchina ma un giorno, prima di arrivare da lei, ebbe un incidente e rimase ucciso. Da allora continuava a ripensarci e si preoccupava.
Voi sapete cosa si prova a veder morire qualcuno che amate? Non voglio che dobbiate mai provare niente di simile... Lei tentò con tutte le sue forze. Mi espresse i suoi sentimenti. La forza delle sue parole proveniva dalla perdita del suo ragazzo e dalla sua risoluzione a combattere la malattia. Entrambi avevamo paura che lei potesse morire. Ma all'epoca ero davvero inesperto e non capivo le sue vere intenzioni. Andare avanti per la mia strada mi aveva portato solo a guidare in maniera spericolata. Quando lei pianse per me, realizzai di averla ferita. "cosa ho fatto?..." Da allora non guido più in quella maniera. E non ho mai più messo in gioco la mia vita.
Lei continua ad informarmi sulle sue condizioni. A volte mi contatta. La cosa bella è che la sua malattia è diventata meno grave. Penso che continuerà a migliorare.
Ci sono molte cose in questo mondo che sembrano belle in superficie. Qui, la gentilezza non è il non ferire le persone a noi care, ma il fatto che anche se possiamo ferirle, loro ci spingono avanti pensando che qualunque cosa noi possiamo dire è meravigliosa.
Anche se è passato molto tempo, ora sono in grado di capire i suoi pensieri. Anche se ci sono state delle incomprensioni, pensavo a lei ed ero in grado di fidarmi di lei. Anche se il suo volermi spingere avanti era qualcosa che non capivo...Questa è l'essenza della gentilezza. Penso che questo sia ciò che lei mi ha insegnato



<< Torna a Jihaku