Sezione 5: Souzou ~ Creatività ~

1. Boku no Sekai wa Live ni
~ Il mio mondo è fatto di live~


La verità è che io mi sento orribile ad apparire in TV. Non penso di essere per niente me stesso, non sono affatto bravo. Sono terribile a parlare in TV e divento molto nervoso. Ho sempre pensato di non amare l'atmosfera che vi si respira.

Spesso sono riuscito a parlare con persone, in TV, che hanno un sacco di cose divertenti da dire, ma quando penso IO a qualcosa di divertente, non lo dico mai. E poi... Anche quando lo faccio, nessuno ride.
"Di cosa stai parlando? Dovrebbe essere divertente?" Tutti pensano così.
Di sicuro sto peggiorando. Anche quando parlo ai miei amici è così adesso. Io vorrei far ridere la gente ma probabilmente non sono una persona in grado di farlo.

Anche se non sono adatto ad apparire in TV, quando sono ospite di "Hey! Hey! Hey!" [Music Champ] mi diverto sempre tantissimo. I due di "Downtown" [nota: i due presentatori, Matsumoto Hitoshi e Hamada Masatoshi] sono molto più che genuini. Sono maghi.
Non sto parlando di come loro [sempre i presentatori di Hey!x3] parlano sul palco. Semplicemente il modo in cui tengono gli ospiti nelle loro mani come burattini è assolutamente incredibile.
Raramente penso che qualcuno sia spaventoso quando parlo con una persona ma quei due lo sono. Riescono davvero a leggere l'anima delle persone. Sono incredibilmente svegli, l'espressione "acuti" calca loro a pennello [letteralmente: affilati ndTakeru]. Ricordano per esempio un coltello che in superficie non appare appuntito e affilato, ma che quando viene usato per tagiare della verdura lo fa all'istante. E' molto scioccante, davvero spaventoso. Se lo si mette su un tagliere, taglia con uno strano rumore.

Per quanto riguarda me, dopo aver registrato, mi addormento nel mezzo della stanza di registrazione. A dispetto di molte altre persone, io mi consumo completamente. Se doveste paragonarmi a un coltello, sarei molto irritante, dopo un po' non taglierei più. Quindi faccio un grande sforzo per affilare il mio "coltello" fino a raggiungere un risultato brillante. Nel mio cuore, quando lo faccio, dico "Coraggio, Gackt" [Io direi "Gackt, basta usare certe metafore!" Ho tentato di spiegarla nel miglior modo possibile, in inglese era DAVVERO senza significato =_=;; NdTakeru]

Vorrei, il più presto possibile, essere inserito nel ristretto gruppo di persone che possono essere considerate geni. Mi farebbe molto felice. Quindi cerco sempre di superare e di liberarmi da ciò che mi spaventa. Questo è quello che faccio sempre a Hey!x3.

Comunque, non importa come io consideri le apparizioni tv, le esibizioni live nel mio mondo sono sempre lì. Durante gli show televisivi abbiamo solo 3 minuti per esibirci. Noi esecutori pensiamo a cosa vogliamo fare e dobbiamo essere in grado di completare appena una canzone in quel tempo ristretto dalle circostanze. E' una cosa veramente orribile.
Comunque, in un live, al fine di fare buon uso della canzone, devi pensare all'esecuzione. Nel mio caso, un live è un'occasione in cui posso esprimere ogni canzone individualmente.
Non ho mai pensato a far entrare la canzone nei limiti del palcoscenico. Per esempio, se per eseguire una particolare canzone live penso sia necessario il fuoco, propongo che l'arena presenti dei pilastri da cui esso fuoriesca sul palco. Prima, se mi dicevano che era una cosa contro le regole, io pensavo a qualcos' altro da fare al suo posto. Ora no.
E' un modo per fare qualcosa di diverso dal solito. Generalmente, quando decido qualcosa, odio davvero usare le parole "bello" e "brutto". Decido se far fare qualcosa a qualcuno, ma non mi piace inscenare qualcosa di "bello" ma privo per me di significato.
E' compito di altre persone decidere quali debbano essere le regole. Ovviamente, se le infrangi sei punito. Provare a pensare a qualcosa da fare senza infrangerle è come un gioco. In questo gioco, devi scegliere l'opzione migliore.
Nel caso dei pilastri di fuoco, per esempio, nonostante mi dicessero "Non possono essere alti più di 4 metri" io non giravo intorno alla cosa dicendo "Oh bene, non possiamo farci niente. Cosa ne dite allora di 3 metri e 90 cm?" Al contrario, continuavo a dire "No, no. Io voglio che il fuoco salga fino a 15 metri." Dopo averci pensato, chi mi aveva detto che potevano essere massimo 4 metri mi disse infine "Beh, allora facciamo 12. Ma 15 è troppo."
Ovviamente, per far sì che ciò accada, devi tentare e ritentare. Se anche non credi che possa succedere, prova comunque. Alla fine, i supervisori hanno dovuto controllare uno a uno la hall e assicurarsi che tutto fosse sicuro, mentre noi abbiamo anche fatto varie dimostrazione per loro prima di poter ottenere i pilastri.
Durante i tour "Kagen no Tsuki" e "Jougen no Tsuki" abbiamo fatto piovere dentro la hall e quella finta pioggia non si era mai vista in altri posti. Perchè nessuno ci aveva mai pensato o aveva rinunciato di fronte a un divieto. Realizzare ciò ci ha richiesto di comprendere quali fossero i punti più importanti da realizzare. Non dovevamo solo preparare l'equipaggiamento. Le persone dietro le quinte, i supervisori, lo staff, altre persone che avevano a che fare con la hall erano tutte incluse e noi abbiamo dovuto provare a tutti loro che quella pioggia era assolutamente necessaria e non pericolosa. Uno alla volta abbiamo convinto tutte quelle persone tanto restie e abbiamo avuto la pioggia nella hall per la prima volta.

Probabilmente altri artisti non sarebbero stati in grado di fare ciò. Io penso davvero che il mio staff sia superiore agli altri e lo penserò sempre. Riguardo alla questione della pioggia avevo organizzato un meeting con 20 persone del mio staff. 10 di loro dissero che era impossibile. Cinque dissero che sembrava divertente. Quattro dissero di non capirne la necessità. Io dissi "Possiamo farcela!" Allora, se anche gli altri si fossero convinti, come me, che potevamo farcela, avremmo avuto un ottimo risultato. Ma anche se tutte le rimamenti 19 persone pensavano che sarebbe stato grandioso fare una cosa del genere, nessuno riusciva a pensare che avremmo avuto il permesso di farlo e quindi non riuscivano a usare la loro mente con fantasia.

Comunque, per me, una delle cose più importanti da considerare era se sarebbe stato interessante o no. Non tanto se potevamo farlo o no. Lo avrei fatto solo se fosse risultato interessante. Anche se è una cosa facile da dire, è mio dovere dirlo. Dopo tutto, con tutti gli altri, abbiamo pensato al modo migliore per affrontare la situazione. Con quel tipo di pensiero, se gli altri 19 si fossero convinti, sarebbe venuta fuori una cosa grandiosa. Era ed è sempre mio dovere rendere cosciente di ciò il mio staff.
Così facendo, prendendo il potere di ogni membro e unendolo a quello degli altri, i miei live sono diventati molto sullo stile "sembra impossibile ma possiamo farlo".

A chi mi chiede "Ma non è pericoloso?" rispondo, beh sì, il fuoco è fuoco. E' una cosa ovvia. A volte qualcosa cominciava a bruciare e il pubblico cominciava a urlare e a scappare e a cercare di spegnere il fuoco in grande eccitazione. Metà delle volte è perchè qualcosa dei costumi brucia, perchè i pilastri sono proprio accanto a me, a circa un metro e mezzo.
Durante le prove è un po' pericoloso e molto caldo, ma durante l'esibizione me ne dimentico completamente. I costumi, fatti di lino, bruciano e fanno scintille ma io me ne accorgo solo quando il concerto è ormai finito, quindi non ci penso.

Questa volta (2002) hanno fatto cadere la pioggia. Tutto si è bagnato ma comunque eravamo preparati al palco scivoloso.
Qualcosa che non voglio fraintendiate è che non andiamo in giro a dire "Piove, abbiamo fatto piovere, che figo".
Piuttosto diciamo "Per esprimere al meglio questa canzone la pioggia è necessaria e attraverso questa il pubblico riuscirà a sentire i sentimenti di chi la sta eseguendo".
Per esprimere i sentimenti con una canzone, se pensi sia necessaria qualche acrobazia, prima delle prove allenati con un trampolino. Non è che lo fai solo per far vedere che sei bravo al trampolino, non dici che la fai anche se non sei capace. Prima ti alleni, poi la realizzi.
Una volta portarono un trampolino e io ci saltai sopra. Aveva un sistema che lo faceva scomparire. Anche altri della band ci saltavano e riuscivano a farlo fino a due metri. Quando saltavamo dal trampolino atterravamo sul pavimento duro e faceva male. In più indossavamo anche degli stivali quindi ci facevamo male sia alle ossa che ai fianchi.
Dato che il palco finiva non molto lontano, se qualcuno avesse fatto un errore probabilmente sarebbe caduto giù. Non tutti si sentivano in grado di saltare e quelli che non avevano sicurezza in loro stessi non ce l'hanno fatta, effettivamente. Si sentivano come se io li stessi obbligando a farlo.
Penso che questa sia una scusa molto usata dalla maggior parte delle persone.
Ma prima di tutto, ci sono cose che sei convinto di essere in grado di fare da solo e pensi di volerle fare. Se pensi di farcela, allora preparati e fallo! Se sei in grado di fare tutto, vai avanti e fati tutto! Questa è la mia politica.


2. Shiya no Doraibu de Kyoku wa Umareru
~ Durante le guide notturne nascono le melodie ~


Nel bel mezzo della notte, quando mi sento particolarmente annoiato, salgo in macchina e guido. Percorrendo la superstrada Tokyo-Nagoya, senza pensare a niente, non facendo altro che premere sull'acceleratore, guardo il paessaggio che scorre davanti a me.
Poi all'improvviso, da dietro, mi arriva una botta, come fossi stato colpito in testa da una mazza da baseball. Bam! Sembra davvero che mi abbiano colpito e praticamente fa male.
Una volta riacquistato il controllo di me stesso innalzo uno schermo trasparente di fronte a me. Su questo, varie immagini si riflettono. Poi cominciano a muoversi e creano una storia. Un sottile filtro appare tra i miei occhi e il mondo esterno e su tale filtro mi sembra che quelle immagini prendano vita.
Sin dall'inizio, certe immagini a volte sono accompagnate da alcuni suoni, ma ci sono anche volte in cui non si sente niente. In altre occasioni, invece, è la melodia a essere da sola, oppure si sente solo un ritmo accennato. Capita che io non abbia idea di cosa le immagini vogliano significare, ma ciò che è costante è che nasce sempre una storia dentro di me. Da questa, nascono anche dei motivetti che raggiungono la superficie. Io prendo ispirazione da tutto ciò e riesco a creare delle meoldie.
Se questa storia si concentra su un unico personaggio, diventa una storia breve, mentre se è estremamente corta diventa un testo di una canzone.
Io di solito realizzo queste immagini quando vengo colpito duramente. Può accadere spesso e ci sono volte in cui è effettivamente così. Quando questo non accade, anche se la gente mi chiede di scrivere altre canzoni non posso fare altro che rispondere che ci sto provando ma non riesco. In quelle occasioni non posso fare altro che aspettare. [Cioè, sta praticamente dicendo che spesso scrive testi di canzoni quando ha incidenti d'auto XD]

Vivo sempre delle situazioni simili quando scrivo una canzone. E' il presupposto del mio comporre testi e non posso cambiarlo. Prima avevo uno studio a casa. Pensavo che avendolo sarebbe stato più facile per tutti riunirsi e scrivere i testi. Ma non ha funzionato e in effetti, ogni volta che penso a quando scrivo canzoni, mi rendo conto che accade sempre in circostanze insolite. Accade quando guardo un paesaggio, o quando guido. Quando penso "Ho bisogno di scrivere una canzone!" non riesco mai a farlo. Alla fine quel che conta non è lo studio. E poi io odio forzarmi a scrivere le canzoni.
Una stora comincia sempre arrivando da lontano e colpendomi con forza. Quindi, anche se la casa discografica mi dice "Abbiamo bisogno di una nuova canzone entro questa data" non è così facile. Generalmente mi tocca rimandare la data d'uscita.
Per l'album "MOON" ho rimandato di ben quattro mesi. In totale mi ci sono voluti 11 mesi per completare il lavoro e forse in futuro ce ne vorrano anche di più.

Comunque questa non è una giustificazione nei confronti delle fans che hanno aspettato tanto tempo. Io sono una personalità diversa, non sono un "autore commerciale". Faccio uscire quello che IO voglio che esca. Non scendo a compromessi e non cerco scuse. Non importa quanti mesi ci vogliono, finchè non realizzo qualcosa di abbastanza buono non smetto di lavorare. E inoltre io sono convinto che sia questo il tipo di prodotto che le fan desiderano.

Quando scrivo i testi voglio sempre usare il giapponese il più possibile. Adoro la bellezza della lingua giapponese, quindi non uso l'inglese se posso evitarlo. Comparata ad altri artisti, la quantità dell'inglese che uso nelle mie canzoni è davvero ridotta. Comunque è difficile far combaciare le parole giapponesi con la musica. Con l'inglese è molto più facile, ci sono più combinazioni possibili. Questo perchè ogni singola nota è abbinabile a moltissime parole inglesi, mentre per il giapponese ciò non è possibile.
Per esempio, mettiamo che ci siano questi versi: "ano toki, paatii de kimi o mite." In inglese sarebbe "When I/saw you/at the/party." (ovvero: "quando ti vidi alla festa" NdTakeru) e si potrebbe creare quel verso con sole quattro note. Invece in giapponese quattro note valgono poco. Ci puoi mettere solo "ano toki". Ne risulta che la maggiore differenza tra il giapponese e l'inglese sta nel numero di parole che puoi abbinare a una nota. Per questo moltissimi cantanti [in Giappone] usano l'inglese, è più facile.
Spesso sento la necessità di allontanarmi da ciò. Comunque, quando ho ascoltato per la prima volta la canzone di "Fist of the North Star," mi ha lasciato una profonda impressione. Mi pareva che una parte dicesse "You are shock." Ma poi, cercando sul testo, ho capito che diceva "You wa shokku." [vogliono dire la stessa cosa NdTakeru] Ero scioccato, non tanto perchè la frasse non avesse senso, ma perchè non ero riuscito a cogliere la differenza.
Va detto, però, che io non nego l'uso dell'inglese nelle canzoni. Servirsi di questa lingua può essere interessante, a volte. Ovviamente chiunque, se vuole, può usarla. Solo che, essendo giapponese, io voglio usare la bellezza della mia lingua in ogni singola nota, non voglio scappare da essa.

Quando ho sentito la prima volta "Itsuka no Merry Christmas" di B'z, ho pianto. Ho pensato: come mai questa canzone mi porta alla mente uno scenario così triste e solitario? Anche "Mou Ichido Kiss Shitakatta" è bellissima. Il vocalist, Inaba-kun (Inaba Koshi) scrive i testi con molta passione. [B'z era un gruppo famosissimo negli anni '80 e ha una voce stupenda, scaricate qualcosa se potete, merita molto! NdTakeru]
Anche ascoltando "Dakishimetai" di Sakura-kun (Sakurai Kazutoshi) dei Mr. Children sono stato colpito e ho cominciato ad applaudire senza accorgermene.
Ogni volta che ascolto una melodia meravigliosa mi commuovo, ma non è solo questo. Sono anche orgoglioso di essere giapponese proprio come loro. Sono orgoglioso del fatto che nel campo musicale giapponese, esista gente come loro che compone una musica fantastica. Venuto a conoscienza dei loro problemi passati, mi sono reso conto che forse è una caratteristica dello stile di vita di un musicista.

La musica e i testi di un artista sono come pezzi della sua vita. Molto presto il corpo viene tagliato fuori e i lavori consistono nel narrare le sue esperienze vissute. E' meraviglioso che cose simili possano commuovere e appassionare le persone in tale modo.
Per me quello che conta di più è quello che io cerco di comunicare a chi ascolta e a volte mi sento come se stessi scrivendo una lettera. Si tratta di rendere importante ciò che dico, di dargli consistenza e allo stesso tempo cercare le mie radici. Quello che penso sempre è che la musica non deve spingere le persone a rientrare in una categoria. Io voglio essere flessibile per quanto riguarda ciò.

La mia musica è la pagina di un libro di appunti delle vite delle persone che l'hanno ascoltata. Non mi importa se è scritta in piccolo in un angolino. Sono felice se quel piccolo appunto è motivo di qualcosa e fa da sostegno alle persone. O meglio, in un angolino della vita di qualcuno, la mia musica è solo qualcosa di scritto. Il significato delle nostre esistenze sta in quell'angolino, non pensate?


3. Mai Ruum wa Shiro no Chikarou
~ La mia casa è una fortezza ~


La mia casa è piuttosto inusuale. Chiunque ci entri per la prima volta diventa veramente impaziente. Dato che non ci sono finestre è piuttosto scuro. Dal soffitto non c'è nemmeno un lampadario. C'è solo qualche lampada sul pavimento. E' davvero scuro, molto più che in un club.
Poi tra una stanza e un'altra non ci sono muri ma vetri. Io vedo molto bene al buio, ma i miei amici spesso vanno a sbatterci contro. Per questo ho messo delle lucine vicino alle pareti.
Comunque non vengono a trovarmi moltissime persone. Quando vengono è sempre per dire "Gacchan, sono un po' preoccupato per te."
A me piacciono le stanze buie. Quando affitto una casa la rimodello. Copro tutte le finestre, cambio le luci chiare in luci scure. Il tempo si ferma a casa mia. Dato che la luce esterna non arriva dentro, non so mai esattamente che ore sono. Anche perchè non ci sono orologi. E nemmeno televisori. Dato che non guardavo la tv da piccolo, non lo faccio neppure ora. Per me un televisore serve solo a vedere film in DVD.

Per mantenere questo stile di vita non posso essere distratto da altre cose. Comunque, anche senza orologi, il mio orologio bilogico sa sempre che ore sono. Le mie attività sono irregolare ma so che momento della giornata è quando mi alzo. Comunque quando vado a letto ci resto solitamente circa due ore.

Quello su cui mi concentro maggiormente è rendere la casa per niente confortevole. Voglio che sia un posto che mi fa venire voglia di andare fuori.
Casa mia è un posto dove ci si può riunire, non solo col corpo ma anche con lo spirito. Voglio che sia un posto che riunisce tutte le energie. E se l'interno è sempre in quel modo, l'energia si accumula. Se ciò accade, sei invogliato a uscire perchè il tuo spirito è diventato troppo pesante a furia di stare sempre al buio.
Per far riposare la tua anima puoi andare al parco o in posti simili. luminosi e allegri. Fuori prendono vita molte vite e opportunità. E' per questo che devi uscire: se resti sempre a casa e non esci mai non hai l'opportunità di fare molte cose, è un'assurdità. Ecco perchè voglio che casa mia sia scomoda e mi faccia venire sempre voglia di uscire.

Ora, se dovessi riassumere il mio nuovo concetto di casa in una singola parola direi "fortezza". Ho in mente l'immagine di un castello fortezza. Non è una casa. Io e l'architetto l'abbiamo pensata di un materiale roccioso che dà un'immagine decadente e triste e abbiamo collaborato per mettere a punto ogni minimo dettaglio. Ho voluto farla così anche se l'architetto crede nel feng shui e mi diceva che costruire una casa in modo simile non andava bene.

La mia casa attuale ha un archivio. Ci sono un sacco di cose che non avete visto in television, come il fatto che ho un'enorme quantità di libri. Non colleziono riviste e non ho libri scritti a mano.
La maggior parte dei libri che ho comprato sono manuali per imparare nuove lingue. Ci sono libri come "Impara il cinese parlato in 3 secondi" e "Il tuo inglese è immediato". 3 secondi? Assurdo! Ma se pensi che il tuo cinese o inglese non sia buono ti divertirari a leggerli. Quando li leggo per conto mio rido un sacco, sono davvero divertenti. Mi piacciono molto libri simili.

Circa tre anni fa ho trovato un libro che anche adesso mi provoca intense emozioni. Il suo nome è "Smell Otoko". E' una storia vecchia, che ho finito di leggere tutta in un giorno. La trama si sviluppa in modo davvero interessante e tuttora potrei leggerlo e rileggerlo all'infinito. Comunque penso sia difficile da trovare.

Ho anche fatto costruire una cantina. Contiene fino a 100 bottiglie. Mi piace il vino. Quando lo dico, qualcuno me ne regala sempre e ho notato che ne ho accumulato parecchio.
Anche se dico che mi piace, però, se devo andare a comprarmelo io non ho idea di che tipo di vino sia buono o cattivo. Se non lo bevo, non lo so. Per questo mi piace provarne sempre di nuovi.
Quindi ho cominciato a berne spesso e ho imparato che tipo di vino è buono in un particolare posto o a capire la qualità di differenti annate.
Il tipo che mi piace in questo periodo è oro. Non bianco e non rosso, proprio oro. Nel senso che il suo colore è dorato.
Per la maggior parte, con l'uva di un vigneto si può realizzare fino a un barile di vino. Invece, l'uva di questo tipo dorato ne realizza a stento un bicchiere. Ha un sapore delizioso, ma è molto costoso. E' questo il punto che non mi piace nel comprare il vino. [Pare che gli mancano i soldi XD NdTakeru].
C'è da dire che non bevo spesso il vino quando sono a casa da solo. Ma se i miei amici vengono a trovarmi e ne hanno voglia, stappo per loro una bottiglia e beviamo insieme. A volte scelgono loro e allora dopo dico "Questo vino era ottimo, vero? Vuoi provare anche quest'altro?"
Il vino che ho a casa è il più costoso, si parla di circa 400,000-500,000 yen a bottiglia. Non vuol dire che tuttsi siano assurdamente buoni, però se faccio delle feste a casa mia, i miei amici possono sempre gustare un buon vino.
Riesco a finire anche 20 bottiglie da solo. Quando bevo con gli amici, loro riescono a far fuori anche 10 bottiglie a testa, quindi se siamo 9-10 persone ecco che finisce la scorta di 100 bottiglie! E' proprio perchè riunirmi con molte persone accade spesso che ho deciso di creare la cantina.
Oltre al vino normale ho anche il kuusuu, il vino di Okinawa. E' l'Awamori, un liquore. Ne tengo più che posso. Non mi piace berlo, ma ai miei amici sì, quindi mi sento in dovere di averlo per loro. Mi piace portarne loro e dire "L'ho portato per voi".
E poi mi piace anche quando apprezzano un vino che gli ho consigliato, mi rende felice.

L'ultima volta che mi sono ubriacato è stato forse al mio ultimo compleanno.
Non mi sentivo affatto entusiasta e ho finito con l'ubriacarmi perchè non riuscivo più a sopportare la tensione che avevo accumulato.
Quel giorno, in realtà, era due giorni dopo il mio compleanno. Era l'ultimo giorno del "Jougen no Tsuki" tour. Il live era finito e mi sentivo sollevato. Ero stanco ma già pensavo alle prossime cose che avevo pianificato di fare, ero grato a tutti i membri dello staff e ai miei amici - avevo così tante cose per la testa che non riuscivo a gestirle. Mi sono ubriacato come non mai in vita mia.
Oltre a essermi ubriacato parecchio nel primo pub con i miei amici, una volta andato nel club successivo ci ho trovato Lee Hom and Tarou-chan (Wang Lee Hom and Yamamoto Tarou). Anche Hyde è venuto, poi, e abbiamo cominciato a bere tutti insieme. Mi sembrava quasi di essere sul punto di morire ma mi stavo divertendo da matti.

Il giorno dell'ultimo live, tutti gli attori di "Moon Child" erano sul palco insieme. Anche se l'avevo pianificato sin dal primo giorno del tour, è stata una cosa difficile da realizzare. Tutti mi dicevano che era impossibile ma io continuavo a dire a tutti "Se ci credi, puoi farcela!"
Ho faticato a farcela, con tutto quello che avevo da fare fino all'ultimo giorno. Penso che lo staff abbia lavorato davvero duramente, alla fine aveva capito che non era impossibile e ha fatto di tutto per riuscirci. Il risultato mi ha davvero fatto felice.

Il liquore quel giorno è stato davvero grande. Ho avuto un'esperienza fantastica e sono stato riempito di gentilezza.


4. Naifu to Sabaibaru Geemu
~ Coltelli e giochi di sopravvivenza ~


Quando ero bambino avevo l'hobby di rompere le cose.
All'asilo prendevo alcuni strumenti dei miei genitori ogni volta che volevo e smontavo qualcosa. La TV, la radio, lo stereo. Smontavo tutto, anche le biciclette o le auto, qualsiasi cosa, volevo sapere come fossero fatte.
Dopo averle smontate le rimettevo insieme. Assicurarmi che funzionassero come prima dopo averle rimontate era molto divertente.
Quando divenni bravo, le smontavo e rimontavo più volte. Avendolo fatto così tante volte, anche ora, quando ricevo nuovi accessori provo a testarli. Anche se le mie cose funzionano mi viene da chiedermi "Perchè questa parte è necessaria?". Amo fare cose del genere.

Una cosa in cui ho fallito è stato smontare la mia Playstation. La mia prima si ruppe così ne comprai una seconda. Poi si ruppe anche la seconda, quindi ne comprai una terza. Comunque mi erano rimaste le parti delle prime due. Ho pensato "Non posso farci niente con queste?" così ho smontato la terza ma ho notato che le tre PS erano tutte diverse al loro interno! Avevo realizzato come mai i tempi di reazione di quelle PS erano così lenti.
Comunque, pensando che quei pezzi fossero ancora buoni, li rimontai insieme e decisi di creare una SUPER PLAYSTATION!! Li rimisi insieme un'infinità di volte ma la PS restava sempre rotta. Così smisi di comprare Playstations.

Quando avevo 9 o 10 anni il mio hobby era scrivere programmi per computer. I Personal Computers erano da poco usciti sul mercato e io, usando un programma per linguaggio, scrissi un nuovo programma. Mi ricordo che i miei computers sono stati, nell'ordine, un 6001 Mac II, un 8001 Mac II, e un 9801 FR.
Nonostante scrivessi dei bei programmi, non potevo farci molto. Però, anche se mi dicevo che forse non sarebbero serviti, ci mettevo comunque tutto il mio impegno. I floppy disk non erano ancora stati inventati così quello che facevo era salvato su un rettangolare registratore di 30 cm. che faceva "piiii pirororo ppi" quando ci salvavi sopra una cosa.
Inoltre, era molto irritante il fatto che, anche se passavo 3 ore lavorando a un programma e lo salvavo, ci voleva quasi un'ora per registrarlo. Se nel bel mezzo il registratore si rompeva dovevo rifare tutto da capo perchè graffiava tutto. Inoltre faceva "piiii pirororo ppi" e poi la scritta "ERRORE!" appariva. Successe molte volte e io ogni volta urlavo "Non è un errore!"
Persi interesse proprio per la lentezza del registratore. Avevo scritto dei programmi che potevano risolvere delle formule numeriche ma facevo prima a fare i calcoli da solo. Cominciai a pensare che non ci guadagnavo niente.
Dato che in quel periodo le funzionalità del computer erano molto limitate, ho perso l'interesse molto velocemente.

A 12 anni ciò che mi piaceva di più erano le cose analogiche. Per esempio, la costruzione di un piano. Smontai il pianoforte che avevamo a casa per vedere cosa potevo combinarci. Dato che era alto e grosso, per rimettere insieme i pezzi nel modo giusto scrissi le posizioni delle varie parti su dei fogli e provai varie volte. Però non riuscii a mettere insieme la tastiera così mi interrogai su cosa potevo fare.
Decisi di smontare anche quelli che c'erano a scuola. Erano inaspettatamente facili da smontare. Lo facevo nell'aula di musica dopo la scuola e molte volte gli insegnanti mi vedevano. "Cosa stai facendo?" mi chiedevano, e io rispondevo "Lo sto riparando, il martello è danneggiato." I professori non dicevano niente: dato che ero bravo in musica non pensavano stessi mentendo.
Da allora divenni molto bravo a smontare le cose ma non solo, anche a rimetterle a posto.
Le cose più difficili da sistemare sono quelle elettroniche. La PS ne è un esempio e mi fece capire la scritta di avvertimento che diceva "Se la aprite, la garanzia diventa invalida". Comunque io la aprii e la smontai lo stesso.

Un'altra cosa per cui divenni fanatico furono i coltelli. Collezionare coltelli. Era una sicurezza averne uno nel caso fossi stato attaccato da qualcuno che lo possedeva.
Quando avevo 16 anni fui attaccato. Mi venne conficcata nella gamba una lama di 20 cm e fui graffiato sopra le sopracciglia. Da allora cominciai a portare sempre con me un coltello, come Rambo.
Odio usare i coltelli durante le discussioni. Di solito chi li usa per minacciare finisce con l'usarli. E' sbagliato sin dall'inizio. Per questo voglio dire "Non restate invischiati in risse per poterli usare!"
Cosa fai,ti metti a litigare, a offendere e poi estrai il coltello? Penso che chi lo fa sia poi colto da grandi rimorsi.
Molto spesso chi mi aggredisce col coltello cerca di farmi estrarre il mio e urla parole offensive ostentando la sua arma. Io porto lentamente la mano al petto e sguaino il mio coltello. Lungo 25 cm. Il mio avversario resta scioccato perchè non si aspetta che io lo tiri fuori davvero. Poi glielo appoggio sulla spalla e gli dico che si è comportato davvero in maniera sporca.
"Se colpisci qualcuno con questo puoi anche ucciderlo!" dico, "E' il TUO coltello ma pensi che qualcuno non possa morire?!" Se fai così con certe persone, queste scapperanno maledicendoti. E' patetico.
Comunque, i coltelli sono misteriosi. Quando ne hai uno cammini senza essere preoccupato da niente. All'inizio era solo uno strumento che usavo per minacciare qualcuno, ma i coltelli sono cose molto più misteriose. Comunque venne presto il momento in cui mi stufai del loro fascino. Collezionavo solo coltellini, ma da adolescente ne avevo circa 150.
Continuo questo hobby anche oggi. Una volta, pensando che fossero pericolosi, mi sbarazzai dell'intera collezione, ma ho ricominciato 5-6 anni fa.
Generalmente mi piacciono i coltelli piccoli. Mi piace intagliarci il legno. Per me è molto più significativo intagliare il legno con un coltellino che co uno scalpello. Una volta ho creato un grande uccello. Recentemente, ho ricevuto in regalo un coltello da un gicoatore della squadra K-1.
Se dicessi "Non c'è ragione di avere un coltello" sarebbero parole sprecate. Ci sono molte cose di cui parlare riguardo ai coltelli.
"Una persona che minaccia sempre gli altri, sarà sempre minacciata dagli altri. Quindi se porti con te un coltello finirai inevitabilmente con incontrare altre persone che ce l'hanno." Questo è quello che penso.
Quando pensavo di non essere in grado di difendermi propriamente, ne portavo uno con me. Anche se ero piccolo, quando ne avevo uno venivo comunque minacciato. Se mi fossi trovato nel posto sbagliato sarei morto. Mi chiedo come mai se la prendessero con me, ma mi sembrava inevitabile, portando anche io un coltello.
A proposito di ciò, è un po' che non ne porto uno quando esco. Li tengo solo in bella mostra a casa mia.

Ora, una cosa che è divertente fare sono i giochi di sopravvivenza. Quando comincia il gioco ci sono oltre 100 persone, è 50 contro 50. Quando uno raduna 100 persone, non ci sono altri giochi da fare. O vinci o perdi, e per giocare non importa se sei uomo o donna. E' davvero figo.
Su una montagna, giochi per circa 15 minuti, poi fai 20-30 minuti di pausa e poi altri 15 minuti. Il gioco va avanti così. Raggruppare così tante persone è strano ma è anche divertente.
Quando finiamo facciamo un barbeque. Quest'anno volevo farne uno con un centinaio di persone ma non ne ho avuto l'occasione.
A volte quando organizzavo tutto questo pensavo che sarebbe stato bello invitare solo persone appassionate di guerra e armi, ma è molto pregiudizievole.
Dato che è un gioco, più ci giochi e più ti diverti ma capisci anche che la guerra reale è davvero priva di significato. La morte è una cosa orribile, finisce tutto in un nano-secondo. Senza contare i casi in cui una persona viene colpita dal fuoco amico.
I proiettili che usiamo nel gioco sono chiaramente finti e sono dei 6mm. Anche se sono di plastica, comunque, fanno male davvero e ti lasciano il segno per un po'. Quando, durante il corso del gioco, incontri un gruppetto di circa 8 persone metti in pratica varie tattiche militari, però anche se vinci ti dispiace per quegli avversari che sono "morti". Comunque, è solo un gioco. Quando penso che qualcuno possa essere ucciso davvero in questo modo, non riesco a sopportarlo.
Penso che tutti gli adulti debbano, prima o poi, provare un gioco di sopravvivenza. Ti serve per mostrare le tue vere sensazioni. Penso che un paese non riesca a mostrare la sua vera natura se è in guerra.


5. Kenka no Juuyousei
~ L'importanza degli scontri ~


Alle persone che entrano a far parte della mia famiglia o del mio staff faccio sempre indossare dei guantoni e faccio fare loro un match. Lo studio diventa una specie di ring. Ma dato che usiamo tutte le protezioni necessarie nessuno si fa male, anzi, sia chi colpisce sia chi viene colpito si diverte molto.
A volte può essere spaventoso però, se non sei mai stato coinvolto in un combattimento o non ti sei mai allenato nelle arti marziali.
Penso che gli scontri siano importanti. Un "combattimento" in cui le tue intenzioni vanno a corrispondere con quelle dell'altra persona. Penso che i giovani debbano assolutamente fare un paio di scontri che nascono da un litigio, gli adolescenti in particolar modo.
Se combatti con qualcuno e vi picchiate, ci saranno delle persone che, non avendo avuto esperienze similii, potranno pensare che siete addirittura in grado di uccidere il vostro avversario. In effetti, a volte sarà anche capitato che, a causa della differenza di forza tra i due avversari, qualcuno sia anche morto. Penso che combattere senza conoscere il livello del proprio avversario sia spaventoso.

Mio padre mi ha insegnato a combattere. Ma soprattutto, mia ha insegnato a non colpire i miei nemici nei punti vitali per evitare di causare danni gravi o la morte. "Se colpisci qui, o qui oppure qui, la persona muore." A volte, da piccolo, tornavo a casa dopo una rissa piangendo. "Se devi piangere, tanto vale che tu smetta di fare risse. Devi combattere per vincere", mi diceva.
Quando ero giovane spesso passavo dal gioco allo scontro. Io e i miei cugini facevamo del pro-wrestling, mentre a volte, con i miei amici, passavo dal gioco allo scontro senza nemmeno rendermene conto.
La prima volta che ho fatto a botte seriamente avevo 10 anni mentre il mio avversario ne aveva 12.
Continuava a offendermi dandomi dell'idiota e poi prese a picchiarmi. Da allora, cominciai a combattere sempre più spesso. Dato che in quel periodo ero molto lunatico, se qualcuno mi infastidiva lo picchiavo. Era diventata un'azione quotidiana.
Quando ero alle scuole medie facevo risse anche con persone di altre scuole per dimostrare che ero il numero uno. Solitamente erano persone della mia stessa età quelle contro cui combattevo. Non so bene se fosse perchè volevano testare la loro forza contro di me o se erano solo lenti di comprendonio, ma allora, a 16 anni, fare risse era diventato un hobby per me.
Io forse combattevo per una ragione diversa da quella della maggior parte delle persone. Quando sentivo dolore, mi sentivo 'vivo'.
Questo è il motivo per cui non ero mai io a cominciare ma lasciavo all'avversario la prima mossa, il primo colpo. Teoricamente, però, combattere non faceva parte di me, non mi piaceva essere colpito. Le persone contro cui mi battevo non sentivano il dolore come una prova della loro esistenza, erano solo persone che si ritenevano più forti di me.

Io combattevo solo 'fisicamente'. Quando le mie intenzioni si scontravano con quelle di un altro cominciavamo a combattere. Ma la cosa di cui ero più spaventato, e che speravo sempre non accadesse, era essere coinvolto da qualcuno, per esempio, in atti di bullismo.
Le cicatrici di una rissa pian piano svaniscono, invece quelle del cuore, coinvolto in uno scontro di emozioni, continueranno a rimanere dentro di te.
Per questo preferisco le risse. Non importa chi vince o perde, entrambi avremo le nostre cicatrici e anche se ti sentirai mortificato per la sconfitta, poi potrete sempre far pace e parlare. Potrete dire "Scusa, ho sbagliato." Alla fine, mi chiedo se gli scontri violenti non siano un modo che ci conduca a chiedere scusa quando esprimerci solo a parole è troppo difficile.
Dopo che i due si sono picchiati, entrambi magari sapranno rendersi conto di aver sbagliato, di essere stati stupidi e se uno dirà "Avevo torto" l'altro risponderà "No, ero io in torto" e forse questa è un'opportunità per entrambi di fare pratica.
Invece il bullismo è una cosa diversa. E' solo gusto per mettere in difficoltà le persone, è fatto solo per distruggere qualcuno.
Penso che quelli che dicono che combattere sia sbagliato a prescindere da tutto non capiscano. E' una rissa dove entrambi i contendenti si scontrano per capirsi o dove uno dei due si prende gioco dell'altro? Sono due cose completamente differenti.
Ovviamente è possibile che sia giusto quello che dicono, che la violenza non sia necessaria. Comunque, penso che sia una cosa che possa affermare solo chi ha avuto esperienze di risse. E' diverso da quando persone che non sono mai state coinvolte in niente del genere dicono "Combattere è sbagliato, non risolve nulla".
Quando sei spaventato, riesci a provare emozioni che vanno aldilà di quella paura e che cercano libertà. Quando sei coinvolto per proteggere la tua libertà, se dici cose come "E' una questione di poca importanza", "E' una cosa stupida" o "Non importa quello che faccio", se provi cosa vuol dire combattere, e lo senti... Se nonostante questo non cogli il significato del combattere, allora sei un povero stupido.
Comunque quelli davvero senza speranza sono coloro che, avendo sentito da qualcuno che qualcosa è giusto o sbagliato, basano le loro riflessioni e decisioni su quello. Sono proprio stufo di gente così.
Penso che una cosa siano le persone che non sono in grado di combattere, un'altra cosa quelle che non l'hanno mai fatto.

Da adolescente, persi solo una volta.
Era un bravo ragazzo. E' successo che stavamo giocando al wrestling e lui all'improvviso ha cominciato a fare sul serio. Non pensavo che avrei perso. Si diceva che fosse il più forte della scuola ma non pensavo fosse così forte. Per la prima volta provai cosa volesse dire essere paralizzato dalla paura.
Dato che ci siamo fermati nel bel mezzo del combattimento, non ho mai considerato quello come un vero scontro. Da allora però ho cominciato ad allenarmi in segreto, in modo da poterlo battere. Comunque, la mia mortificazione non scomparve mai.
Dato che era un bravo ragazzo, non avemmo ragione di combattere nuovamente. Lui non mi sfidò mai, comunque io mi allenavo in modo da essere pronto se quel giorno fosse arrivato. Ma prima di averne l'occasione, combattemmo in uno scontro di karate in un dojo.
Pensai che fosse davvero un genio a combattere! Era più piccolo e fisicamente più debole di me ma il suo potere era molto differente. Il suo attacco era molto più forte di quanto potessi immaginare e non riesco nemmeno a descriverlo. Non posso esprimere quanto fosse forte rispetto a me, eravamo su due livelli completamente diversi. E'stata la lezione più grande della mia vita. Non vinci solo perchè sei forte, è il tuo modo di pensare che ti aiuta. Io non potevo superare il suo modo di pensare!
Mi chiedo cosa quel ragazzo stia facendo adesso. Ci penso anche ora, mi piacerebbe combattere ancora contro di lui.




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