A me ascoltare i Chemical Romance fa male. Molto male. FOTTUTAMENTE MALE.

 

Capitolo primo: insano o insicuro [Nancy Boy]

 

A chiunque lo si chieda, ognuno confermerà quanto sia orribile il mio carattere.

Come se si fossero allenati ad imparare la medesima parte a memoria, ogni persona interpellata al mio riguardo elenca i miei innumerevoli difetti nello stesso, identico modo, nella stessa successione, con la stessa enfasi nel ricordare tragicamente quale mostro io sia e nell’elencare terribili episodi in cui tutta questa mia indole da Anticristo deficiente sia emersa; e tutti iniziano con la mia proverbiale irritabilità, come se fossi un orco stacca-palle a chi rompe. Solo perché una volta ho morso - veramente, non sto scherzando. Credo che il tipo abbia ancora i segni sul collo per testimoniare la catastrofe da cui è miracolosamente scampato - un ragazzo che mi aveva chiesto se per caso mi avevano pestato, per avere gli occhi così neri. Ecco, quello è il genere di domanda che mi fa imbestialire e le mie reazioni sono dunque del tutto perdonabili e giustificate. Indi per cui mi ci sono avventato contro e l’ho morso che manco Lestat. Da lì è nata l’assurda leggenda della mia smisurata irascibilità, provocabile per ogni inezia. Bugiardi.

Non è vero, hanno perfettamente ragione. Anche ora sono un casino girato di cazzo. Anche se per una volta non è per motivi scemi.

(Voglio mordere di nuovo qualcuno, ma non mi si presenta l’occasione. Mica posso prendere e azzannare qualcuno all’improvviso… su, che qualcheduno mi offenda così ho una scusa per sfogare la rabbia e lo stresssss!!)

(E non sono un cane. Avviso, mi irrito anche quando mi si paragona ad un qualsiasi animale)

Chad mi ha buttato fuori da casa sua perché la sua ragazza non mi vuole tra i piedi. Troia. E ora sono di nuovo senza un tetto sopra la testa. Io dove cazzo dormo, stanotte?

Da quando me ne sono andato di casa (una settimana fa) sono stato da Doug (un giorno. Cacciato causa festa organizzata senza permesso), da Zack (tre giorni. Suo padre mi ha buttato fuori a calci dopo aver sopportato per settantadue ore di fila circa musica a volume da discoteca) e da Chad, da cui speravo di rimanere per un bel po’, maledizione!! Ha una così bella casa gigantesca, i letti comodi, il frigo sempre pieno, un impianto stereo da far paura, niente genitori rompiscatole intorno, possibilità di fare festa quando voglio…

“Ehi, Jimmy, sei incazzato?”

Mary, seduta sulle mie gambe, - siamo seduti sul marciapiede, a perdere tempo in passiva attesa dell’Apocalisse per trovare qualcosa di divertente da fare - mi fa una delle domande più cretine tra quelle uscite dalle sue labbra sciupate dai troppi lavoretti (la noia mi fa diventare anche acido).

“Ma no, guarda… ma ci vedi, idiota?”

“Ehi, stai calmo! Era una domanda!”

“Inutile.”

Odio quando fa la troia imbecille facendo domande deficienti per attirare la mia attenzione e usa quel suo tono da oca che tanto piace agli altri maschi quanto dà sui nervi a me. Ma, in fondo, me la tengo buona perché so di piacerle e quindi c’è sempre quando le mie voglie da maschio adolescente si fanno impellenti; e come lavora di bocca e mano lei ce ne sono poche… avrà un gran futuro. E, se lo dico io, è vero, più che altro perché io ho sempre ragione.

“Ho qualcosa che ti tirerà su…” pronuncia lei, con la voce di chi sta per farti un grande favore.

“Pillole? Erba? Polvere?”

“Ti scazzi, l’altra volta non mi hai pagato nulla. T’arrangi se pensi che ti passi di nuovo qualcosa, idiota.

E allora cosa potrebbe mettermi di buon umore, cretina?”

“Stasera Brittany e Jason fanno una festa a casa loro!”

Che palle…

“O mio dio… Sei scema se pensi che verrò.

Quei due sono i due più schifosi ricchi della zona, dopo di me. Vivono in una megavilla e danno un party un giorno sì e l’altro pure, di un palloso incredibile. Sta cogliona crede di tirarmi su così? Un revolver faceva più effetto.

“Alla festa, cazzone,” eh sì, i miei trenta centimetri sono oramai leggenda risaputa… “ci sarà anche J.D. Magari ti rifila qualcosa gratis, visto che sei diventato barbone da un giorno all’altro. Allora, vieni?”

Se non trovo quell’idiota entro venti minuti scappo, sappilo”

Okay, vado ad avvisare!” dice entusiasta, baciandomi sulla guancia ed alzandosi.

E perché?”

Che fa, va a confermare l’invito come si fa alle elementari? Non credo che uno in più o in meno in mezzo alla massa di milioni di individui faccia questa gran differenza…

Cioè, nel mio caso credo faccia differenza, visto che la prima volta che sono andata da loro ho imbrattato i muri di vernice perché mi annoiavo… ma sono particolari trascurabili.

“Vado da J.D. per dirgli di portare qualcosa di leggero per te, Biancaneve.

Stronza.”

Se ne va, salutandomi, sculettante come al solito. Mi sdraio sul marciapiede, con le mani dietro la testa. Ah, che bel cielo limpido e azzurro.

Non sono diventato un barbone, quella non capisce niente. E’ solo che quando me ne sono andato via da casa non ho preso un soldo dei miei - non ho denaro mio (e chi cavolo ci pensa a lavorare?!), per questo devo fare la vita da parassita. Non che me ne dolga: fare nulla e trarne il massimo vantaggio è uno dei miei… anzi, il mio mestiere preferito e una delle mie doti più fulgide (ma si può definire fulgido un pregio? Bah… ma sì, perché lo dico io e suona molto bene). Elargiranno una pensione da cazzeggiatore? Arrivato ad una certa età non potrò più esercitare come una volta e dovrò lasciare il posto alle nuove leve… e poi come diamine campo?

(Ah, parlo come una zoccola.)

Okay, ho ufficialmente finito i pensieri utili e inutili e mi sto annoiando a morte.

Ma quanto ci mette quella a tornare? Gli anni? (Decisamente trascurabile il particolare che non sia passato neppure un minuto e mezzo.)

Dio che palle…

Comunque i miei sono dei gran bastardi.

(Yu-uh, qualcosa a cui pensare!!)

Non si sono fatti vivi per tutta la settimana, come se fossi morto. Visto che hanno avuto il pessimo gusto di cacciarmi da casa manco fossi un cane bastardo e vecchio, potevano avere almeno la decenza di supplicarmi di tornare. Non so se avrei esaudito la loro sofferente richiesta, ma è fantastica l’immagine dei miei genitori in ginocchio, mia madre in lacrime con un fazzoletto in mano stile donna dell’opera (la stazza c’è, almeno) e mio padre che si strappa i pochi capelli che ancora si ostinano a rimanergli in testa. Mi ripagherebbe di una settimana di totale indifferenza nei miei confronti.

Non che me ne freghi qualcosa, sia ben inteso!!

(Ma sto parlando col mio cervello come fa Homer Simpson?)

Non sono una femmina. E’ tutta una questione di personale soddisfazione.

Okay, così ho esaurito veramente la mia dose di giornalieri pensieri.

“Mi sto rompendo i coglioooni!!

“Ti romperai anche la testa, te la calpesterà qualcuno se non ti levi”

Ma che cazzo?!

Quello che ha osato parlarmi con un tono così sgarbato è uno che ha deciso di morire in modo doloroso, visto che mi ha anche oscurato la mia rilassante vista del cielo.

(Ho un animo poetico, in fondo.)

Mi alzo di scatto e lo fisso con aria da cane rabbioso, come se volessi farlo crepare solo guardandolo. Ma come osa rompere le palle a me?! Manco fosse suo il marciapiede!!

“Ma che cacchio vuoi?!”

“Passare, idiota.”

Ma com’è calmo st’imbecille!! Ma vuole proprio la morte!! Okay, ti esaudisco io Suicide Boy!!

“Idiota sarai te!! C’è un sacco di spazio per passare!!”
”Ma
io voglio passare qui!!”

E ora si scalda!! Ma a far che, che ho ragione io?! Mentecatto!!

(E mentecatto da dove l’ho preso fuori?!)

“No, fai un’altra strada!!”

“Ehi, Jimmy! E’ un tuo amico?”

La voce di Mary, che si fa sempre più vicina, interrompe il gentile scambio di insulti con quest’idiota. Arrivando, si mette in mezzo a noi due.

“Ho avvertito J.D… ehi, perché non inviti anche lui? E’ un gran figo…” propone, indicandolo, mettendosi poi davanti al suo viso e cominciando poi a fare le solite moine.

Effettivamente non è affatto male, anzi.

E’ alto, circa come me o poco più - e io non sono di certo basso - e ben piantato, per nulla esile. Bel viso, niente brufoli o nei schifosi - solo uno sotto l'occhio sinistro, molto piccolo -, un accenno di barba biondastra, tipica di chi non si rade da un po'. Due occhi meravigliosi, verde scuro, contornati di nero - senza quel terrificante panda-style dei seguaci di Avril Lavigne. Capelli biondo scuro, quasi castani, lunghi fino alle spalle. Ulteriore positiva, ottimo gusto nel vestire (perchè simile al mio); camicia a maniche corte nera, cravatta rosa psichedelico - di quelle che risaltano un casino e fanno un botto punk rock -, pantaloni a tre quarti sempre neri - e non ha una foresta di peli sulle gambe -, allstar dello stesso colore con la A di Anarchia stampata sopra, borchie ai polsi e al collo.

Good, good, good... ora il mio necessario e fondamentale questionario!

Figo? Sì.

Scopabile? Sì.

Carattere di merda? Sì.

Particolare altamente poco importante, quasi inutile, del tutto ignorabile? Sì.

Minima percentuale frocia almeno utile per farsi infilare una mano nelle mutante senza lamentarsi eccessivamente? Sì.

Possibilità, quindi, di scoparmelo o farmi scopare? Sì.

Sto correndo troppo? Naaaah...

Bene, bene, molto molto bene. Molto bene, molto fico.

"Invitarmi dove?"

"Ad una festa, stasera"

Tolgo la zoccola dal corpo del figo, sostituendomi a lei, fissandolo negli occhi.

"Sei nuovo di qua, no? Ti servirà fare nuove amicizie, caro...?"

"...Jesus"

Ha fatto una piccola pausa prima di dirmi il suo nome...

E capisco anche il perchè!! Col nome ridicolo che si ritrova anche io aspetterei cinque minuti prima di dirlo!!

Comincio a ridergli in faccia come un cretino. Questo non va molto a mio vantaggio, se voglio farmelo, ma non resisto assolutamente!!

"E i tuoi come si chiamano?! Giuseppe e Maria?!"

"Fottiti, caro..."

"Jimmy, ma in onore tuo sarò St.Jimmy!!"

Oddio, mi fa male la pancia dal ridere!! Dio che doloooreee!!

"La casa... la trovi per forza... è su questa strada e... stasera sarà quella... da cui verrà un casino infernale!!"

Mi asciugo le lacrime con l'indice e tento, almeno, di calmarmi.

(Non è assolutamente umano il modo in cui mi metto a ridere per un misero nome, per quanto assurdo e ridicolo… avrà ragione chi mi dice che dovrei fare al più presto un salto da un bravo psicologo… no, psichiatra? Naaah…)

“Allora ci sei o no?”

“Probabile, non ho un cazzo da fare.”

“Benissimo, caro”, replico, col mio miglior tono da professoressa pompinara. Mi sto dando un po’ troppe volte della femmina… comincio ad inquietarmi da solo.

Mi avvicino ancora di più: lo colgo di sorpresa, baciandolo.

Beh, che c’è? E’ il mio saluto. Io do così il benvenuto ad ogni figo barra a che conosco barra fa amicizia con me barra mi voglio fottere.

Ho pensato che voglio scopare due, tre, forse pure quattro volte nel giro di sei minuti… sarò in astinenza? Probabile… sono due settimane che non mi faccio nessuno e gingillarmi con Monica la Mano Bionica mi amareggia abbastanza e i calli sulle mani sono così antiestetici…

Okay, basta cazzate da frocia persa e concentriamoci sul bacio.

…ehi!!

Ma il ragazzo ci ha preso gusto!! Cioè, ricambia!! Cioè, mi lascia fare come se nulla fosse!! Mi toglie tutto il divertimento!!

Bah, questi giovani libertini di oggi…

Mi stacco all’improvviso. Mi piace lasciare il mio sapore ben tangibile sulle bocche altrui – staccandomi pian piano tutto il sapore se ne va, non resta nulla.

“Io ci sarò, Gesù Salvatore, tu?”

“Vedrò, puttanella.”

“Okay! Alle nove!”

Me ne vado, salutandolo con un bacio lanciato con un soffio (che scansa schifato…), andando in direzione della casa di Mary – per il pomeriggio i suoi non mi diranno nulla…spero.

Stasera mi faccio unoooo

 

 

Dio esiste e ce l’ha con me, forse perché porto il nome di suo figlio e mi comporto non proprio di conseguenza. Tutti io gli svitati.

…no, io incontro solo puttane.

Prima una bionda - tintissima, la ricrescita era più evidente delle sue tette – schifosamente gattamorta, poi un mezzo frocetto con un corpo da stupro e la richiesta esplicita in viso (probabilmente pure in culo, ma non l’ho visto) di essere scopato…

Bah… attiro solo squilibrati…

 

Benebene, sono le dieci e mezza, io sono qui da un’ora e mezza a spaccarmi la testa per il volume infernale della musica, a quello quanto ci vuole per trovarmi? Spero poi che non si aspetti che lo cerchi io. Rischio di perdermi, in questo giardino immenso. E mi tira.

“Ehi, Jesus!”

Se penso intensamente ad Angelina Jolie che fa sesso con me succede la stessa cosa?”

Ce l’hai fatta, finalmente.”

Sono acido che nemmeno una zitella di settant’anni…

“Guarda ch’è difficile trovare un ago in un pagliaio e poi anche tu avresti potuto muovere il culo e cercarmi.”

“Non rompere.”

Si avvicina con passo veloce e sicuro, come se fossi uno che non vede da mesi. Mi mette un braccio intorno alla vita, infilando una mano nella tasca del didietro.

L’ho già detto che attiro SOLAMENTE troie?

Ci dirigiamo – anzi, mi trascina come un pacco verso la casa.

Chiamala casa… è una cazzo di Casa Bianca!!

“Sei silenzioso.”

“Non sono silenzioso, non apro la bocca per darle aria e sparare idiozie a caso. E tu parli per entrambi, quindi…”

“Parli come una figa di legno…”

“…cazzo vuol dire?”

“Prendilo come un insulto e non fare domande.

“…”

Solo checche isteriche…

C’è un’odiosa nebbia di fumo e canne e ci sono alcuni, soli o in compagnia, che si stanno facendo – nel senso pornografico del termine – contro il muro, altri cantano – da Christina Aguilera a “No Future”.

“Ehi, coso, mi piacerebbe sentirti partecipe… puoi metterti a cantare Ops I Did It Again se ti va…”

“Non devo parlarti, non sono il tuo ragazzo.

“Vero, stasera sei solo la mia puttana.”

Semmai il contrario.”

cazzo, mi conosce da mezz’ora in tutto e già tutta questa confidenza? Se fa così con tutti avrà il culo sfondato…

Ignorando la mia risposta, più ogni umana delicatezza, mi sbatte contro il primo muro che gli capita a tiro, infilandomi la lingua giù per l’esofago.

Mi sta trattando da bambola gonfiabile o è una mia impressione?

Che bello, non fai obiezioni, come Mary!”

“Chi?”

“La bionda.”

“Mi hai appena dato della bambola gonfiabile, puttana.

“Oh, a volte il cervello ti funziona allora, non è di gomma pure lui! Voglio il tuo amichetto, bambola.”

Con la più totale tranquillità mi infila una mano nelle mutande, dalla parte del pacco.

“Evita di venire…”  sussurra al mio orecchio.

Sa eccitare bene, però…

“Non sono un eiaculatore precoce come te, James.

Le mani si trasferiscono al sedere.

“Ripeti ancora quel nome e ti spacco il culo.”

“Poi chi ti scopa, culo di legno?”

Ce l’ho talmente lungo che ci riuscirei anche da solo.”

“…mi hai talmente disgustato che mi si è ammosciato.

Se hai pazienza ci penso a rizzartelo…”

“Qui? E chi ci arriva in camera?”

“Okay, frocetto, vuoi andare a letto?”

“Sì, troia, così vedi che rimorchiarmi è stata la cosa migliore che potessi fare. Se ti fa male però poi non piangere.”

“Sarà un miracolo se lo sentirò.”

“Contaci proprio, troia.”

Riconfermando la sua elefantesca delicatezza, mi prende per un braccio, trascinandomi su per una rampa di scale, cercando la prima camera libera disponibile. L’occhio mi sfugge sulla mandria di pecore: ce ne fosse uno sobrio o non fatto. Non mi stupirei di trovare la Moss. E se magari si unisse a noi dispiacere non mi fa.

Mentre vaneggio sulla Cocain Queen sento il rumore di una porta aperta, dove ci infiliamo.

Di nuovo comincia a baciarmi; chiude la porta dietro di noi e mi ci fa appoggiare la schiena.

Si inginocchia, calandomi braghe e boxer.

Cazzo!”

“Pensavi di trovare una figa?”

“Quasi quasi…”

Cazzo hai urlato a fare…”

“Grosso, eh…”

Inizia a leccarlo con un’abilità che una puttana si sognerebbe – piano, tanto per tenermi in quel punto fermo tra l’orgasmo e l’ammosciamento, in quel campo franco in cui non sai se venire o urlare di più o girarlo per evitare di esplodere.

Cazzo…”

Gli tengo la testa con la sinistra. Appena le labbra lo circondano, gliela spingo verso di me.

“Così, frocio del cazzo…”

Sta andando bene, fottutamente. Era un po’ che non succedeva con un maschio, ma è grandioso esattamente come me lo ricordavo. E Jimmy è indecentemente bravo. Appena finisce lui sarà un immenso piacere farmelo, proprio grosso.

“Dio Cristo…”

Entrambe le mani stringono il suo capo. La mia bocca emette gemiti di dubbio gusto e la sua sembra avere un passato da pornostar

Dio, ma chi se ne frega? Mi sta facendo il bocchino migliore della storia, devo seriamente ragionare?

Aaaah…”

La lingua è veloce, avida, le labbra impeccabili e rapide, continuando a tenermi in quel confine ‘vengo/non vengo’.

Alla fine opto per la prima. Urlo, appagato e liberato.

“E’ il mio turno, Jesus?” mi chiede quello, ancora in ginocchio, con la bocca sporca.

Le macchine fotografiche non ci sono mai nei momenti più opportuni.

“Alzati… puttana.”

Non si riesce nemmeno ad avere trenta secondi per riprendere fiato?! E diavolo…

“Preferisco professionista della strada.”

“Sì, sì, va bene…”

Gli tappo la bocca prima che possa replicare con una delle sue solite minchiate. Incomincio ad accarezzare la schiena, levandogli la maglia.

Bacio – succhiotto – leccata – bacio.

Della pelle bianca del collo non c’è più traccia.

Lo faccio girare così che si poggi alla porta.

“Non preferisci… a letto?”

“Qui va benissimo…”

E’ incredibile come l’eccitazione cresca in fretta, sempre di più, di più, di più…

Il collo continua ad essere la parte torturata mentre anche lui rimane in boxer, dove le mie mani vanno a finire.

“Sei messo bene anche tu, a quanto…sento…”

La voce mi si è fatta roca. La odio così. Mi sento un vecchio depravato.

“Al prossimo giro è tuo, cazzo, vuoi fare il tuo fottuto dovere?!

Anche la sua, di eccitazione, sta crescendo e si sta mostrando sempre più impaziente.

“Chi ti dice che io voglia farlo…”

Cazzata – non vedo l’ora di sbattermelo – ma adoro giocare e lui sembra essere adatto...

Lecco l’orecchio, gli abbasso i boxer e con le dita mi avvicino all’apertura, tanto per vedere la sua reazione.

“Non usare quelle dita del cazzo, sodomita perverso…”

“Chi sei tu per darmi ordini?”

Uno che tra un po’ esploderà…

“Io do ordini a chiunque e ti ordino di--”

Non riesce a finire la frase – credo sia meglio che si goda la mia lingua piuttosto che ciarlare. Gli faccio aprire bene le gambe.

“Dicevi?”

“Ti ordino di andare avanti…”

Credo che, se non gli do retta, esploderò pure io.

Lo penetro con un colpo deciso, senza neppure pensare che esistono lubrificanti o almeno preservativi. Beh, oramai è fatta, non posso di certo uscire per dire oh!, mi sono scordato i condom, vuoi aspettare un attimo? Intanto c’è un vibratore lì per terra.

Tenendo le mani sul suo bacino, comincio a muovermi, entrando e uscendo.

Avanti, indietro, avanti, indietro, avanti, indietro…

“Ti… piace…?”

Ma taci, per Dio… cazzo…”

Più forte, più forte, mentre l’eccitazione cresce a dismisura. Nessuno dei due riesce più a far uscire qualcosa dalla bocca che non siano ansiti e allora la stanza si riempie solo nei nostri gemiti per nulla velati, così forti da annullare il casino fuori.

“Cristo, Cristo, Cristo…”

Avanti, avanti, avanti, più forte, più forte, più forte…

Lui viene col mio nome sulle labbra e sembra quasi un’imprecazione. Diventa tutto un casino di odori fortissimi – sudore e saliva e sperma – quando vengo anch’io. Ci cedono le gambe e io cado all’indietro. Lui si sdraia sopra di me.

“Scopi bene…”

“L’ho già sentito in una canzone, questa…”

Che canzoni porno che ascolti, Jesus.”

“Mai più di te… gemi come nessuno…”

Sono il dio del sesso, ricorda.”

“Sì, sì, hai ragione tu…”

Si addormenta poi sul mio petto, russando leggermente. Alcolizzato. Russa da alcolizzato.

Ha la matita sfatta e sembra Avril Lavigne dopo una rissa – a cui parteciperei MOLTO volentieri.

Notte, va…