E’ irritante. Noioso. Petulante. Talmente innamorato di sé stesso da far venire la nausea. Nullafacente. Altezzoso. Con un ego così pronunciato da fuoriuscire dalla sua bocca ogni
volta che parla. Borioso. Incredibilmente sicuro di
sé, per questo incredibilmente odioso. Sadico. A tratti.
Un pessimo elemento, in sintesi.
E me ne sono innamorato.
Tsk.
E’ una situazione talmente fastidiosa da fruttarmi un’ immortale
emicrania lancinante.
Non so se sono scemo io… o scemo lui che non mi vede.
Cioè… non è propriamente la verità. Lui mi vede. Ma solo
quando vuole lui. Ossia quando è annoiato e deve
trovare un qualche trastullo con cui passare il tempo. E io sono questo
giocattolo da quattro anni a questa parte.
Ma mi sa che ne ha trovato un altro, di balocco da tempo libero.
Dal fatto che non vedo folle ad assistere, deduco sia una ragazza.
Nell’elenco dei suoi difetti, ho dimenticato di precisare quanto sia cascamorto
con le studentesse. Questo è il suo lato che meno sopporto, perché fa nascere
in me un sentimento di gelosia tanto incalcolabile, quanto
ingiustificato, quanto irritante. Quasi quanto non capire il vero motivo
( ma mi basterebbe anche uno falso, in verità ) per cui
mi sono innamorato per la prima volta, soprattutto di un tale disastro umano.
Ma è risaputo quanto siano oscuri e senza senso i sentimenti dell’uomo.
Uhm … la mia precedente teoria è esatta. Dalla finestra riesco a vederlo
ridacchiare in giardino con una bionda dotata di circa la quinta taglia di reggiseno, finta quanto la tinta : non è certo del quarto
anno, come minimo è del settimo – è assai popolare fra tutte le ragazze della
scuola, lui – ma, visto ch’è molto alto, la differenza d’età non si percepisce
alla vista – allora come ho fatto a notarla, io ? Sesto senso animale, probabilmente.
Se potessi prenderei un enorme masso per schiacciare la smorfiosa…!!
Guardatela, come ridacchia da gallina alle sue battute di quart’ordine
da ragazzo in perenne calore!! – in verità non so se veramente ridono per questo… ma, solitamente, le mie supposizione al riguardo di
quel deficiente si rivelano vere.
Dio, che voglia di staccarle quella testa piena zeppa di segatura dal collo e
seppellirla in un albero morto in una foresta abbandonata!! Almeno, in questo
modo, avrebbe un’utilità: concimerebbe la terra col suo sangue gocciolante
dalla corteccia nera invece di stare sul suo tronco solamente per fare sfoggio
di una chioma di capelli per nulla dissimile da un mucchio di paglia!!
Ah, per fortuna che sono un ragazzo freddo e controllato e non esplico questi
pensieri – che, devo ammettere, somigliare in modo impressionanti a quelli di
una donna isterica – ad alta voce… altrimenti mi renderei ancora più ridicolo
di quello che già sono, o quello che sembro.
Però… che voglia di staccarle quelle sottili braccia color fantasma e darle in
pasto a qualsiasi creatura abiti il lago…!!
Oh, calma. Caaalma. Devo respirare. Fare un luuungo respiro profondo, MOLTO profondo.
Pensa, pensa. Ragiona.
Fondamentalmente, la gallina senza cervello non ha propriamente colpa… visto
che, probabilmente, insieme ai capelli, le si è
ossigenato anche quello che, a rigore di logica, dovrebbe esserci nel suo
cranio… quindi deduco che la colpa è di quel deficiente che non fa altro che
passarsi la mano fra i capelli ogni trenta secondi!! Ne deduco, quindi, che
ogni mio piano per escogitare una lenta morte dolorosa e cruenta deve
concentrarsi sulla sua persona!
Oddio, sta per baciarla…
Sento che scoppierò appena le loro labbra si toccheranno…
Le loro labbra, le loro labbra, le loro…
…
………………
Idea.
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Con passo svelto, ma senza far trapelare la mia furiosa fretta, mi sto
dirigendo verso la coppietta disgustosamente mielosa – ma come fanno due che si
conoscono appena a dispensare diabete in questo modo?!
Se proprio non posso essere al posto del fantoccio platinato, almeno posso
disturbarli, rovinare il loro idilliaco primo incontro.
Come godo nell’essere così bastardo… è nel mio spirito, e l’amore e la
cocciutaggine, unita all’amarezza di una consapevolezza amara e crudele, non
aiutano di certo.
Trovati. Sono arrivati. Non riescono ancora a vedermi, ma io vedo loro, e
soprattutto vedo lo spazio fra loro sufficientemente grande per permettere
l’intrusione di una persona della mia corporatura – non sono propriamente uno
stangone, tutto il contrario, e decisamente magro, con
le ossa sottili, anche fragili.
Traggo un profondo respiro e mi avvicino. Sentendo il rumore dei miei passi, si
accorgono di me, volgendo il loro sguardo nella mia direzione.
Ignoro totalmente lei, concentrandomi su di lui. Mi metto di fronte a lui,
assumendo l’atteggiamento e lo sguardo più sensuale che possa
– il mio corpo minuto mi permette di ricordare le movenze di un gatto nero,
elegante e languido, e non sono io che me l’invento, visto che mi è stato
realmente rivolto quest’imbarazzante complimento.
Mi protendo verso il suo orecchio destro, cercando di non fare caso al suo
sguardo decisamente stupito, per soffiargli con un tono udibile alla bambola
gonfiabile dietro di me e al contempo abbastanza voluttuoso:
”Ieri notte è stato bellissimo, James…”
Lo guardo maliziosamente negli occhi, increspando le labbra in un piccolo
sorriso lascivo, per poi posare la mia bocca sulla sua. Non sento nessun suono,
quindi la femmina dietro non è svenuta – spero vivamente di averla
shockata e che si stia dando ad una muta parodia del quadro di Munch -. Con la lingua gli lecco le labbra, le apro e
assaporo il suo gusto.
Non l’avrò mai, ma almeno mi sono tolto questa soddisfazione.
Uhm.. il mio primo bacio sa di cioccolato.
Mi stacco, gli sorriso, giro i tacchi e me ne ritorno da dove sono venuto,
lasciando due statue di sale dietro di me.
Uno a zero per me.
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I miei occhiali non funzionano più. Ho avuto un miraggio, di certo.
Ah, quindi neppure il cervello funziona più.
Ho appena udito Snape sussurrarmi una frase
tremendamente ambigua, con un tono altrettanto ambiguo.
Ho appena visto Snape allungarsi verso di me e
baciarmi
Ho appena visto Snape andarsene compiaciuto.
Deve essermi drogato senza saperlo e questi sono gli effetti
: LE VISIONI.
“Tu…”
Una tenera voce da gattina (maggiorata, ma pur sempre gattina) mi riporta in
vita. Dall’erba, i miei occhi di concentrano sul viso
di lei, che ha assunto un poco rassicurante color mummia in decomposizione.
“Tu… tu e… e Snape… ieri sera… avete… avete …”
Le sue parole sembrano farmi capire per la prima volta il vero significato di
ciò che quello ha detto.
“No!! Ti giuro, non ho fatto nulla!!”, le urlo, scosso quanto lei dagli
avvenimenti di pochi attimi fa.
“Senti, non sono idiota !!”
…no ?
“Quello lì ha alluso a qualcosa che avete combinato insieme!! E non era certo
una partita a poker!!”
“Ti giuro che è una menzogna!!”
“Scommetto che pensavi a lui anche mentre stavi con me!!”
Dio, ma quanto strilla…
E ora come mi cavo d’impiccio?!
Oh, ma io quello lo ammazzo, appena lo vedo lo uccido e ne faccio cibo per
draghi…
… anche se non è che mi sarebbe dispiaciuto fare quello a cui ha alluso lui …
ODDIO!! Ci sto ripensando!! Sono un idiota!! Avevo imposto a me stesso di non farlo più, d’impegnare
la mia mente in qualsiasi altra!!
“Non è affatto vero… Jennifer !!”
Tombale silenzio.
Vedo delle lacrime spuntare per l’isteria dai suoi occhi castani.
Ho impegnato fin troppo la mia mente… così tanto che si è fusa!!
Non si chiamava Jennifer… ?
“Mi chiamo Janet, idiota!! Pensavi così
tanto a lui che ti sei anche scordato il mio nome!!”
Primo: nel caso l’avessi davvero fatto l’avrei chiamata Severus.
Secondo: sarebbe stato più logico dedurre che pensavo ad una tale Jennifer.
Terzo: semplicemente non pensavo a nulla.
Ma Jennifer assomiglia a Janet,
come nome…
“Ma da--“
Non riesco a terminare neppure la parola, poiché un violento schiaffo mi fa
voltare la faccia mentre lei corre via, gridandomi “Porco !” circa una
cinquantina di volte.
Con la mano mi tocco il punto – anzi, il pezzo di viso – dolente: sono sicuro
che mi rimarrà l’impronta per un paio di settimane.
Cavolo!! Questo fa male al mio orgoglio – e soprattutto fama, se quest’infamante segno rosso sarà visto da troppe persone –
di latin lover!!
Massaggiandomi la gota, medito vendetta nei confronti di quel maledetto Slytherin, contro la sua linguaccia racconta balle, contro
il suo corpo talmente sexy da mandarmi nei bollori più vergognosi ogni volta,
contro i suoi neri e bellissimi occhi, contro…
ARGH!! Mi sto di nuovo dando alle fantasticherie che so poi sfociare in
pensieri sconci!!
Mi sbatto entrambe le mani sul viso, maledicendomi subito dopo per il dannato
gesto che mi procura un lancinante dolore, per darmi un controllo.
Avanti, James Potter! Non
potrà essere andato tanto lontano! Ora lo trovo e lo pesto per la figura del
cavolo che mi ha fatto fare!! Se meno le mani su di
lui i pensieri sozzi se ne andranno di certo!!
Mi metto a camminare svelto, cominciando a guardare per tutto il parco. Ma è
troppo grande da esplorare per una persona sola, diamine!!
Ah, eccolo! Sono un genio, l’ ho trovato subito!!
“Ehi, Snape!”, urlo, chiamandolo, cominciando a
correre verso di lui, “Fermati subito!!”
Mi è passata del tutto la voglia di picchiarlo al solo vedere la sua schiena.
Gli parlerò soltanto. Soprattutto perché – ci ho pensato solo ora – se mi ha
baciato significa che non mi odia. Che forse gli piaccio.
Che, ancora meglio, forse mi ama!!
… ma visto ch’è nella sua natura di Serpe essere velenoso, subdolo,
ingannevole, e sottilmente bastardo, non posso mostrare le mie speranze che
potrebbero essere benissimo castelli in aria.
Argh, ma non mi ubbidisce manco a morire!! Anzi, sta
iniziando a camminare più veloce!! Maledizione!!
Con uno scatto – Dio benedica le gambe lunghe – lo raggiungo e lo fermo
tenendolo per una spalla. Sarò semplice e diretto, così da togliermi questo magone dal cuore.
“Perché mi hai baciato?”
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La sua mano sulla mia spalla mi provoca una scossa elettrica di lieve piacere
lungo la schiena. Con forza mi costringe a voltarmi dopo avermi posto la
fatidica domanda.
So che, se gli dicessi che l’ ho fatto praticamente
solo per provocarlo, mi ritroverei il naso spappolato.
Non riesco a trovare una scusa decente.
Ma… a pensarci bene… in fondo non mi ha respinto.
Perché devo mentire?
Anche se la risposta della provocazione non è totalmente una bugia, l’ ho fatto
perché mi piace. E tantissimo.
Non sono tipo da lunghissime dichiarazioni… qualche parola basterà.
Se gli farò schifo, la situazione non cambierà di molto. Quindi
tanto male buttarmi.
Lo fisso negli occhi e parlo col tono più naturale del mondo:
”Ti amo. Solo questo.”
Al rallentatore, vedo le sue guance tingersi di tenue sangue, anche se ancora
brilla l’impronta di cinque dita femminili.
Mi abbraccia. Mi stringe a sé e mi trasmette il suo calore, che velocemente si
diffonde per tutto il corpo.
“Sono così felice…” mi sussurra all’orecchio, e io divento color fragola.
Rimaniamo abbracciati, udendo solamente il lieve rumore dei nostri reciproci
respiri, mentre io mi sento leggero e felice, come mai in vita mia,
inebriandomi del suo profumo.
Forse sono troppo presuntuoso, ma… la mia vita ha un senso. Una persona
importante. Un tesoro solo mio.
D’ora in poi, il mio futuro non è solitario e buio, ma così luminoso da
accecarmi quasi. E con una persona al mio fianco.
D’ora in poi avrò qualcuno accanto. Un motivo per cui
vivere.
D’ora in poi… saremo noi. Noi due. Noi due assieme.
Noi.
Semplicemente.